Femminicidio, Strasburgo bacchetta l'Italia: “Politiche per famiglia non sostituiscano lotta a violenze”

Il rapporto del Consiglio d'Europa sui diritti delle donne nel Belpaese: no a tendenza a "reinterpretare" la nozione di uguaglianza di genere. Bene nuove leggi in materia di stalking, tutela delle vittime lavoratrici e orfani. Ma si chiede sostegno a ong indipendenti

Bene le nuove politiche sulla parità di genere, ma la causa dei diritti delle donne in Italia incontra ancora troppe resistenze. È quanto emerge dal primo rapporto firmato dal Gruppo di esperti contro la violenza sulle donne del Consiglio d’Europa, che punta il dito contro la tendenza che va affermandosi nel Belpaese “a reinterpretare e riorientare la nozione di parità di genere in termini di politiche per la famiglia e la maternità”. I Governi nazionali, scrivono gli esperti, dovrebbero invece “stanziare finanziamenti adeguati ed elaborare soluzioni” per dare una risposta al fenomeno della violenza di genere. Risposte che devono arrivare da un “forte coinvolgimento delle autorità locali” oltre che dalla “partecipazione di tutti gli attori interessati, in particolare le ong femminili che offrono strutture di accoglienza per le vittime”.

Lotta alla violenza

Il lavoro del Gruppo di esperti offre un monitoraggio sui passi avanti nel campo della legislazione contro la violenza sulle donne e in ambiente domestico, in seguito all’adesione dell’Italia alla Convenzione di Istanbul, nata per contrastare tali fenomeni. Gli autori del rapporto esprimono soddisfazione “per l’adozione di una serie di riforme legislative che hanno consentito l’introduzione di misure concrete per porre fine alla violenza sulle donne”. 

Tutele delle vittime

Si riconoscono “sensibili passi avanti” rappresentati della “normativa del 2009 contro lo stalking, o la Legge n. 119/2013, che ha sancito l’obbligo delle autorità di sostenere e promuovere, in particolare attraverso l'assegnazione di mezzi finanziari, una vasta rete di servizi di assistenza alle vittime”. Ma anche un decreto che ha sancito “un congedo speciale retribuito per le lavoratrici vittime di violenza di genere” e un altro testo, oggi in vigore, che contiene numerose misure “a tutela degli orfani di una vittima di crimine domestico”. 

Raccomandazioni all'Italia

Tra le misure che il Consiglio d’Europa raccomanda all’Italia di adottare in via prioritaria ci sono provvedimenti supplementari per garantire l’applicazione del reato di maltrattamenti in famiglia, nuove disposizioni in tema di prevenzione, protezione, indagini e sanzioni da applicare alla violenza domestica e un coordinamento efficace tra le autorità nazionali, regionali e locali. Gli esperti chiedono anche “risorse finanziarie e umane adeguate”, di “rafforzare il sostegno alle organizzazioni femminili indipendenti” e di spostare l’attenzione anche sulle attività di “prevenzione nel campo della sensibilizzazione, dell’educazione, della formazione dei professionisti, dei programmi rivolti agli autori di violenze”. 

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