Sabato, 16 Ottobre 2021
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Un 'Fauci europeo' contro le prossime pandemie: Bruxelles alla ricerca di un epidemiologo capo

Nel suo primo documento sulle lezioni del Covid, l'Ue fa autocritica su cosa non ha funzionato. Poi l’attacco alla Cina: "Informazioni mancanti o occultate"

La Commissione europea intende nominare entro il 2021 un epidemiologo capo europeo e una corrispondente struttura di governance per renderlo in grado di offrire “pareri scientifici più chiari e coordinati”. La nuova figura proposta ieri da Bruxelles ricorda quella del Consigliere medico capo del presidente degli Stati Uniti d’America, la carica oggi ricoperta dall’immunologo Anthony Fauci. La nomina di un Fauci europeo fa parte del primo documento adottato dalla Commissione nel quale l’Ue fa autocritica sulle carenze che hanno contribuito alla confusione nella gestione della pandemia, soprattutto nelle settimane successive ai primi contagi in Nord Italia. E Bruxelles non ha risparmiato le critiche anche nei confronti della Cina.

Le colpe di Pechino

“Quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato la pandemia globale l'11 marzo 2020, il virus aveva preso piede in Europa” e “ciò è stato esacerbato dalla mancanza - o dall'occultamento - di informazioni condivise dalle autorità cinesi all'inizio dell’epidemia”, ha messo nero su bianco la Commissione.

Stato di emergenza

Per evitare un nuovo buco informativo, nel 2021 verrà lanciata “una nuova versione perfezionata del sistema europeo di raccolta di informazioni sulle pandemie” per mettere assieme i dati a disposizione a livello globale. Bruxelles si è impegnata anche all'adozione di "una relazione annuale sullo stato di preparazione" e all'istituzione di "un quadro per l'attivazione dello stato di emergenza pandemico" per “approntare un insieme di strumenti per le situazioni di crisi”. 

Ue sanitaria

L'Ue ha confermato anche di volere andare avanti verso la cosiddetta "Unione sanitaria europea” al fine di permettere che “il coordinamento delle misure in Europa” diventi “un riflesso automatico”. “Entro l'inizio del 2022 - ha promesso ancora la Commissione - dovrebbe essere operativa un’Autorità dell'Ue per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie”. Bruxelles intende poi destinare più risorse alla Fab facility dell’Ue che dovrebbe garantire all’Unione di disporre “di una costante capacità produttiva per 500-700 milioni di dosi di vaccino all'anno, la metà della quale disponibile fin dai primi 6 mesi di una pandemia” da accompagnare con "una piattaforma Ue per le sperimentazioni cliniche multicentriche". 

Partenariati e fake news 

Investire sulla "resilienza complessiva dei sistemi di assistenza sanitaria", sui "partenariati per la preparazione alle pandemie" e sulla lotta alla disinformazione e alle fake news rappresentano gli altri capisaldi del piano presentato alla stampa.

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