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Lunedì, 16 Maggio 2022
Salute

Il farmaco da 2 milioni di euro a trattamento, ora i consumatori denunciano Novartis: "Abuso di posizione dominante"

Prodotto da Novartis, il Zolgensma è considerato il trattamento più costoso al mondo. In Italia e in Belgio esposti all'Antitrust di Altroconsum e Test Achats

La storia dell'incredibile guarigione del piccolo Theo, a cui erano stati diagnosticati appena 18 mesi di vita per via della sua rara malattia genetica, aveva fatto il giro del mondo a inizio anno. A dimostrazione che il Zolgensma, il farmaco creato e commercializzato dal gigante svizzero Novartis per curare l'atrofia muscolare spinale, sembra davvero miracoloso. "Una manna dal cielo", dicono a Test Achats, l'associazione dei consumatori belgi che, in parallelo all'italiana Altroconsumo, ha deciso comunque di denunciare Novartis all'Antitrust nazionale per abuso di posizione domininante. Il motivo? Il farmaco costa al servizio sanitario pubblico ben 2 milioni di euro a trattamento, cifra che ne fa il medicinale più caro al mondo e che, qui sta il motivo dei ricorsi presentati alle autorità per la concorrenza di Belgio e Italia, sarebbe iniqua rispetto ai reali costi di sviluppo e produzione.

Approvato negli Usa e in Europa circa un anno fa, il Zolgensma è stato subito inserito da alcuni Paesi europei nella lista dei farmaci a carico della sanità pubblica per alcune categorie di soggetti. In Italia, per esempio, l'Aifa ha dato l'ok al rimborso per i bambini affetti da SMA di tipo 1, questa rara malattia genetica neuromuscolare che colpiscenei primi mesi di vita. In assenza di trattamento, la SMA di tipo 1 è fatale, spiega Altroconsumo, "perché porta gradualmente alla morte delle cellule nervose nel midollo spinale e alla paralisi di tutti i muscoli, impendendo così ai bimbi di sedersi, camminare, mangiare e perfino respirare".

Zolgensma non è la prima cura farmacologica messa a disposizione dei bimbi affetti da questa malattia," ma è la prima terapia genica per combattere la malattia alla radice", continua Altroconsumo. "La si somministra ai lattanti una volta sola nella vita, per via endovenosa, perché la terapia fornisce all’organismo una copia funzionante del gene difettoso che sta alla base della malattia. Ancora non si sa quali siano gli effetti nel lungo periodo, ma la sua somministrazione migliora l'aspettativa di vita della maggior parte dei piccoli pazienti, che ne traggono beneficio a livello motorio e consente loro di respirare in modo indipendente. Alcuni riescono persino a camminare da soli. E più precocemente viene avviata, più ampie sono le speranze di una vita migliore e più lunga", spiega sempre Altroconsumo.

Queste caratteristiche hanno reso Zolgensma una cura più appetibile di quella già disponibile, lo Spinraza di Biogen, che è un trattamento che migliora e prolunga la vita di buona parte dei bambini a cui viene dato, ma che va somministrato a vita, tramite infusione nel midollo spinale, da ripetersi ogni 4 mesi, finché si mostra utile. "L'arrivo di Zolgensma sul mercato è una manna dal cielo in quanto migliora l'aspettativa di vita della maggior parte dei giovani pazienti", dice Test Achats, ma il suo prezzo resta "esorbitante", insiste l'organizzazione belga.

Con Altroconsumo, Test Achats ha stretto una cooperazione nell'ambito del progetto Alexm, che mira a combattere eventuali violazioni della concorrenza da parte di Big Pharma, e a rendere i farmaci più accessibili economicamente, almeno nell'Ue. Il duplice ricorso contro Novartis rientra in questa alleanza. Secondo quanto spiega l'organizzazione italiana, il prezzo del Zolgensma è "iniquo, perché sproporzionato rispetto agli investimenti in ricerca e sviluppo e ai rischi assunti dall’azienda per portare il farmaco sul mercato".

Secondo la ricostruzione di Altroconsumo, "Novartis ha già incassato 4 dollari per ogni dollaro investito. Ricavi destinati a crescere nei prossimi anni, alimentando così una sproporzione tra costi sostenuti e prezzo richiesto talmente eccessiva da risultare iniqua". Sapendo che un nuovo farmaco è protetto in media per 13 anni dal suo brevetto, "i ricavi per Novartis sono destinati ad aumentare - continua Altroconsumo - Un bell’affare per l’azienda, che non ha né scoperto questo farmaco, né ne ha cominciato lo sviluppo clinico". Zolgensma, infatti, è soprattutto il frutto di molti anni di lavoro di vari ricercatori di un ospedale americano, il Nationwide Children’s Hospital (NCH), un importante centro di ricerca pediatrico finanziato con denaro pubblico. Nel 2013 l’NCH ha concluso un contratto di licenza con AveXis, una piccola azienda biotecnologica che ha portato avanti lo sviluppo clinico (cioè la sperimentazione sull’uomo) della terapia quasi fino alla fine. Nell’aprile 2018, Novartis ha acquistato l’intera AveXis per circa 8,7 miliardi di dollari.

In altre parole, denunciano Altroconsumo e Test Achats, Zolgensma non sarebbe mai stato sviluppato senza l’investimento pubblico e le raccolte di fondi delle associazioni di pazienti: "Queste hanno finanziato ricercatori ed enti di ricerca, che negli anni hanno scoperto le cause genetiche della malattia, studiato un modo per correggere il difetto genetico dei neuroni e infine sperimentato una cura per l’uomo. E ora Novartis ne raccoglie i frutti chiedendo ai pazienti e ai servizi sanitari di pagare una cifra astronomica". Qualcuno direbbe che è la legge del mercato, per le due organizzazioni di consumatori si tratta di abuso di posizione di dominante. Saranno i garanti della concorrenza di Belgio e Italia a stabilire chi ha ragione. Sempre che il caso non finisca alla Commissione Ue, che già in passato ha sanzionato Novartis almeno in due occasioni per violazioni delle norme antitrust. 

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