L'ultima trovata di Farage: il Brexit Party diventerà un partito anti-lockdown

L'ex eurodeputato prova a rivitalizzare la formazione politica sperando di coinvolgere quanti credono nell'immunità di gregge e nel modello svedese: "Johnson sta terrorizzando la nazione per sottometterla"

Farage a un comizio pro Trump negli Stati Uniti - foto Ansa EPA/RICK D'ELIA

Con la Brexit che sarà cosa fatta tra due mesi Nigel Farage deve trovare un nuovo campo della politica nel quale riciclarsi, visto che il divorzio del Regno Unito dall'Unione europea è stato, insieme alla lotta all'immigrazione, da sempre il suo unico cavallo di battaglia. E così ora l'ex eurodeputato ha deciso di cavalcare un altro sentimento di scontento dei suoi concittadini, quello contro le misure di confinamento per combattere la diffusione del coronavirus.

Per questo ha deciso di cambiare nome alla sua ultima creatura, il Brexit party, per trasformarlo in un partito anti-lockdown. "I lockdown non funzionano, fanno più male che bene", ha scritto l'ex leader dell'Ukip in un intervento firmato insieme al suo vice Richard Tice sul Telegraph, giornale conservatore che insieme al Daily Mail sta sostenendo la linea morbida contro il Covid-19, spiegando che vorrebbe che si usasse una strategia sul modello svedese. "La protezione mirata è la chiave, indirizzando le risorse alle persone più a rischio: anziani, vulnerabili o persone con altre condizioni mediche". “Esiste un'alternativa credibile”, al confinamento, “raccomandata da alcuni dei migliori epidemiologi e medici del mondo. È la Dichiarazione di Great Barrington”, ha scritto, riferendosi al movimento che è stato sostenuto da 6mila medici del mondo, alcuni anche britannici, che afferma la necessità di puntare all'immunità di gregge, lasciando circolare il virus nella società ma proteggendo tutte le categorie vulnerabili, una strategia ritenuta dalla gran parte degli esperti piuttosto controversa e rischiosa.

La decisione della svolta nel suo partito è arrivata poco dopo che il premier britannico, Boris Johnson, annunciasse che il Regno Unito tornerà in lockdown per un mese, in quanto il numero dei casi sta aumentando troppo in fretta, così come quello delle ospedalizzazioni, con i letti di terapia intensiva che potrebbero arrivare a breve al livello quasi di saturazione. Farage ha criticato la strategia di Londra che, ha affermato, “è stata quella di terrorizzare la nazione fino alla sottomissione, insieme a una raffica di blocchi, regole, regolamenti e minacce”. A suo avviso “questo non è un modo per affrontare una malattia che potrebbe essere presente per molto tempo, forse per sempre. Le conseguenze per la salute in generale e l'economia sono state devastanti”.

Anche tra i Conservatori i ribelli contro la strategia del lockdown non sono pochi, circa 50 sembra, anche se le nuove norme, che saranno votate domani (mercoledì), passeranno l'esame dei Comuni molto facilmente, in quanto anche il Labour le sosterrà. Quello di Farage è il tentativo (forse intelligente o forse disperato) di rivitalizzare un progetto politico che già alle ultime elezioni non aveva suscitato più grandi entusiasmi, con il voto pro Brexit che era andato compatto a Johnson, e così il Brexit Party si fermò solo al 2% dei voti, non riuscendo a far eleggere nessuno dei suoi 275 candidati.

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