Mercoledì, 22 Settembre 2021
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I figli minorenni vogliono vaccinarsi, i genitori no vax si rivolgono ai giudici: "Fermateli"

Una decina di coniugi belgi ha presentato un ricorso contro la norma che permette ai minorenni di 16 o 17 anni di farsi somministrare le dosi senza chiedere il permesso a mamma e papà

La disobbedienza dei giovani figli ai tempi del Covid finisce di fronte ai giudici. Una decina di famiglie belghe si sono rivolte al tribunale di Namur, il capoluogo della Vallonia, per costringere le autorità sanitarie a introdurre l'autorizzazione obbligatoria dei genitori per la vaccinazione dei minorenni che hanno 16 o 17 anni. A differenza che in Italia, dove per vaccinare tutti gli under 18 è necessaria l’autorizzazione dei genitori o del tutore, in Belgio è consentito ai minorenni che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età di fissare da soli l’appuntamento al centro vaccinale e recarsi a farsi somministrare le dosi. Una bella notizia per chi si ritrova la mamma o il papà no vax. 

A contrastare questa norma è infatti un gruppo di genitori che mette in dubbio anche l’utilità stessa del vaccino per i giovani. Un’opinione che si scontra non solo con il parere dell’Agenzia europea per i medicinali, che ha autorizzato la vaccinazione a partire dai 12 anni con le fiale Pfizer/BioNTech e Moderna, ma anche con la decisione del Governo belga di puntare sull’immunizzazione dei giovani per poter tornare a scuola in presenza non appena termineranno le vacanze estive (in Belgio si torna in classe il primo settembre).

Secondo quanto riporta il giornale belga L’Echo, i genitori che hanno presentato il ricorso sostengono che permettere a chi ha 16 o 17 anni di vaccinarsi senza il consenso di mamma e papà costituisca una violazione della legge belga del 2002 sui diritti del paziente. Una norma che garantisce il diritto al consenso libero e informato, e quindi il diritto all'informazione. Per l'avvocato delle famiglie, Arnaud Jansen, la vaccinazione dei minori senza autorizzazione dei genitori non rispetta tale diritto all'informazione. Insomma, i ricorrenti considerano il minore incapace di dare un consenso libero e informato sul vaccino che gli verrà somministrato. Con la loro denuncia, le famiglie hanno dunque chiesto al tribunale di valutare se la Vallonia (la regione francofona del Belgio) e l'Agenzia vallone per la qualità della vita (Aviq) stiano violando la legge sui diritti dei pazienti.

Al netto delle valutazioni sulla scelta di ricorrere ai tribunali per paura che i figli facciano esattamente quanto raccomandato dalle autorità sanitarie, cioè farsi vaccinare, si può notare come la crisi del Covid abbia costretto i giudici a esprimersi sulla spinosa questione della libertà di scelta in capo ai minori. In Italia, dove il consenso dei genitori è necessario per potersi vaccinare fino ai 18 anni, una 17enne di Vercelli ha ottenuto dal giudice il via libera a farsi vaccinare nonostante la mamma fosse contraria. “In questo contesto - si legge nel provvedimento del tribunale - la prevista ingerenza giurisdizionale è da intendersi quale estremo rimedio nell’interesse della prole minore” al fine di “tutelare diritti di rango costituzionale, tra i quali quello alla salute e quello alla libertà di movimento nel territorio nazionale e al di fuori dello stesso, che sarebbero compromessi, o in serio pericolo, nel caso di omessa effettuazione del vaccino anti-Covid19, nel contesto pandemico nel quale ancora, purtroppo, ci troviamo e dove la minore svolge la sua vita quotidiana”. In altre parole, la mamma non ha sempre ragione.

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