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Il falco (tedesco) dell'austerity contro l'egoismo sui vaccini: "Non possiamo toglierli ai Paesi più poveri"

"Serve solidarietà". Parola di Wolfgang Schaeuble, l'ex ministro delle Finanze di Berlino, considerato tra gli artefici delle misure lacrime e sangue imposte nell'Ue e in particolare in Grecia negli anni duri della crisi del debito

Tra il 2009 e il 2017 è stato il ministro delle Finanze della Germania, etichettato dai più come uno dei falchi dell'austerity che ha favorito l'imposizione di misure lacrime e sangue ai Paesi più a rischio in seguito alla crisi del debito, in particolare a quella greca. Ma dinanzi alla nuova crisi, quella del Covid, Wolfgang Schaeuble, oggi presidente del Bundestag, lancia un monito contro quello che definisce il "nazionalismo dei vaccini". E invita i suoi concittadini alla "solidarietà". 

Il riferimento è alla polemica sorta in Germania circa i ritardi nell'arrivo delle dosi del farmaco anti-coronavirus del duo Pzifer-BioNTech: essendo stata Berlino la principale promotrice della sperimentazione di questo vaccino, e visto anche che la BioNTech che lo ha creato è un'azienda di casa, i tedeschi non hanno gradito la ripartizione delle dosi "imposta" dall'Unione europea tra tutti i 27 Stati membri. Una ripartizione che ha di fatto impedito a chi ha più soldi in cassa, come per l'appunto la Germania, di accaparrarsi scorte massicce in breve tempo, svuotando i magazzini a danno dei Paesi più piccoli o con più difficoltà economiche.

E così, mentre in Italia si polemizzava sui presunti favoritismi pro-tedeschi nella distribuzione dei primi vaccini, in Germania il governo di Angela Merkel si trovava a fare i conti con l'accusa opposta. Tanto che, pare, Berlino abbia cercato di forzare la mano di Bruxelles annunciando l'acquisto di 30 milioni di dosi aggiuntive di vaccini da Pzifer. Cosa che avrebbe costretto la Commissione europea, surclassata dalle proteste di mezza Ue, a rompere gli indugi e ad aumentare le scorte del vaccino americano-tedesco (a scapito degli altri farmaci immunizzanti in attesa di autorizzazione da parte dell'Ema).

Un caos che Schaeuble stigmatizza, prendendosela con i suoi concittadini: "Non possiamo rendere la nostra impazienza la misura di tutte le cose e strappare il vaccino alle persone nelle regioni più povere del mondo", ha detto nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano "Neue Osnabruecker Zeitung". Per Schaeuble, è quindi "giusto" che il governo federale abbia scelto "la via europea" nell'acquisizione del vaccino contro il Sars-Cov2 e che nell'Ue la Germania "proceda insieme" agli altri Stati membri in tale direzione. Al riguardo, il presidente del Bundestag ha sottolineato che, nella crisi, l'Ue "cresce insieme" e ciò è "enormemente incoraggiante". Secondo Schaeuble, "possiamo superare la crisi soltanto con la solidarietà, in Europa e altrove". Parole che se dette nel corso della crisi greca avrebbero fatto solbazzare il suo più vispo antagonista, l'ex ministro greco Varoufakis.  

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