Fake news, Ue: “Non permetteremo che corrompano le democrazie”. Ma Bruxelles ammette di non avere una strategia

Ann Mettler, numero uno del Centro di strategia politica della Commissione europea: "Stiamo lavorando per capire come affrontare il fenomeno". A preoccupare l'Esecutivo comunitario anche lo strapotere dei big data

© European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Chara Kaminara-Pipitsouli

“Non possiamo permettere al digitale di corrompere le nostre democrazie. Il tempo dell'atteggiamento morbido e ingenuo verso le fake news è finito”. Una vera e propria dichiarazione di guerra quella di Ann Mettler, numero uno del Centro europeo di strategia politica della Commissione europea. Intervenendo al Web Summit di Lisbona, uno dei meeting più importanti al mondo per quanto riguarda il settore del digitale e delle nuove tecnologie, Mettler ha puntato il dito contro le false informazioni che circolano sul web e che stanno preoccupando non poco i paesi dell'Ue, soprattutto dopo il voto sulla Brexit e le recenti elezioni in Francia e Germania, dove le fake news avrebbero avuto un ruolo significativo nell'indirizzare le scelte di una parte dell'elettorato.

Peccato, pero', che al di là delle dichiarazioni di fuoco, l'Ue non abbia ancora una strategia. Come ha ammesso lo stesso Mettler, misure europee precise non ci sono: “Quello che posso dire è che la Commissione europea è molto preoccupata su come le fake news possano influenzare il normale processo democratico e chi ha chiesto di lavorarci, siamo ancora all'inizio ma lo stiamo prendendo molto sul serio”. All'orizzonte non c'è neanche “una regolamentazione europea, ma dobbiamo trovare un equilibrio, un compromesso tra social media e sistema democratico". Ma i social non sono solo fake news. "Un altro problema enorme è l'hate speach", gli insulti spesso a sfondo sessuale che si leggono sui social. "Anche questo è un tema di cui ci stiamo occupando in Commissione europea". 

Ue contro la minaccia dei big data: “Possono uccidere mercato”

Oltre alle fake news, l'Europa è preoccupata anche dalla crescita dei big data: “Dobbiamo eviatre che le operazioni di acquisizione fatte dalle grandi aziende delle tecnologia non significhino la fine della competizione nel libero mercato", ha detto la commissaria Ue per la Concorrenza Margrethe Vestager sempre sul palco del Web Summit di Lisbona. "Più importanti diventano i big data nella competizione tra aziende, più dobbiamo prestare attenzione alle acquisizioni che portano nelle mani di poche aziende una grande quantità di dati – ha aggiunto la commissaria - Questo non vuol dire che siamo sospettosi verso i big data, sappiamo che sono una fonte essenziale per l'innovazione e per migliorare le nostre vite. Ma il controllo dei dati non deve diventare un modo per azzerare la concorrenza sul mercato". 

Tassa unica per digitale

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Vestager ha poi parlato della tassa unica sul digitale: “Quando un governo dà a poche multinazionali la possibilità di pagare meno tasse, questo impedisce alle altre di competere ad armi pari. Per questo abbiamo deciso di ostacolare le tassazioni speciali di alcuni Paesi europei", ha detto Vestager. "Stiamo anche lavorando per cambiare le regole sulle tasse delle aziende della digital economy per essere certi che il nostro sistema di tassazione sia equo e onesto. La nostra speranza è di avere un approccio condiviso in Europa entro la primavera del 2018", ha concluso la commissaria Ue. 

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