Facebook per bambini nella bufera: “Estranei hanno contattato i minori”

Un difetto tecnico ha consentito a soggetti non autorizzati dai genitori di entrare nelle chat della versione protetta del social network, dedicata alla fascia d’età 6-12 anni. I portavoce di Mark Zuckerberg si scusano per la falla nella sicurezza

Foto: ANSA EPA/FRIEDEMANN VOGEL

Messenger Kids, la versione protetta di Facebook, si trova al centro delle polemiche per via di un problema tecnico che avrebbe consentito ad estranei di chattare con bambini dai 6 ai 12 anni. L’app dedicata ai minori - in funzione negli Stati Uniti da dicembre 2017 e lanciata un anno fa anche in Canada, Perù e Messico - si basa sul controllo da parte di genitori e altri adulti “fidati”, come i nonni, che possono autorizzare altri soggetti a interagire via social coi propri figli o nipoti. Ma un difetto di progettazione ha permesso agli utenti di eludere il sistema di protezione attraverso le chat di gruppo, dove i bambini possono chattare con perfetti sconosciuti.

La reazione di Facebook

Accortisi del problema, i vertici di Facebook hanno provato a risolvere la faccenda senza troppi clamori, chiudendo le chat incriminate e avvisando gli utenti, ma senza rilasciare dichiarazioni pubbliche sull’accaduto. La falla nella sicurezza dell’app è stata scoperta dalla testata di settore The Verge, che ha subito pubblicato la notizia.

Falla nella sicurezza

“Ciao genitore”, comincia la lettera mandata da Facebook a migliaia di ignari padri e madri di famiglia, “abbiamo riscontrato un errore tecnico che ha permesso a [Tizio], amico di [Caio] di creare una chat di gruppo con [tuo/a figlio/a] e uno o più amici approvati dai genitori di [Caio]”. Lo schema, abbastanza semplice per chiunque conosca l’app, consentiva ad utenti approvati da un genitore di entrare nelle chat di gruppo con altri bambini. Un po’ come avviene nelle conversazioni tra adulti create per fare un regalo di gruppo o per organizzare un evento: difficilmente ogni utente è amico di tutti gli altri che prendono parte alla conversazione. Ma anche agli utenti che non sono amici tra loro viene consentito di interagire, scambiandosi messaggi scritti e, volendo, anche foto, video e messaggi vocali

Le scuse

In seguito alla pubblicazione della storia, i portavoce di Mark Zuckerberg hanno risposto sulla difensiva: “Di recente abbiamo segnalato ad alcuni genitori degli utenti di Messenger Kids un errore tecnico che abbiamo riscontrato in un numero limitato di chat di gruppo”. “Abbiamo disattivato le chat interessate - garantisce il social network più grande del mondo - e fornito ai genitori risorse aggiuntive su Messenger Kids e sulla sicurezza online”.

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Gli esperti contro Facebook 

Ai tempi del lancio di Messenger Kids, l’app venne duramente criticata da oltre un centinaio di organizzazioni e psicologi infantili che in una lettera indirizzata a Zuckerberg misero nero su bianco tutti i loro dubbi e timori sull’uso dei social e degli smartphone da parte dei bambini. Ulteriori richieste da parte di associazioni e gruppi di genitori sono state ignorate dal gigante del web, che si prepara a lanciare, il prossimo anno, una moneta online.

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