Direttrice di Europol nella bufera: avrebbe nascosto l'uccisione di un uomo da parte della polizia

L'episodio risale a quando la donna era a capo delle forze dell'ordine del Belgio. Allora lo slovacco Jozef Chovanec morì in circostanze da chiarire, ma ora un video mostra comportamenti violenti da parte degli agenti che lo tenevano in custodia

Un'immagine del video dell'arresto diffuso dalla Rtbf

La direttrice dell'Europol, Catherine De Bolle, potrebbe aver cercato di coprire l'uccisione da parte della polizia belga di un uomo che morì in seguito a un arresto, forse proprio a causa dei metodi troppo violenti utilizzati dagli agenti. Con questo sospetto la donna è finita nella bufera perché era lei alla guida delle forze dell'ordine all'epoca del fatto e per questo ora è stata convocata in audizione nel Parlamento di Bruxelles.

La morte

Nel febbraio 2018 Jozef Chovanec, un cittadino slovacco di 38 anni, morì pochi giorni dopo il suo arresto che avvenne all'aeroporto di Charleroi. L'uomo, che stava per prendere un aereo, era stato fermato per essersi comportato in maniera troppo aggressiva con una hostess. Dopo poche ora dall'arresto era però stato portato in ospedale dove è deceduto alcuni giorni dopo.

Il video

Il caso è tornato alla ribalta della cronaca perché recentemente è stato pubblicato un filmato che chiarisce in parte cosa è accaduto e mostra comportamenti troppo violenti da parte delle forze dell'ordine. Nel video ripreso dalle telecamere di sorveglianza si vede l'uomo in cella che in una sorta di attacco di follia comincia a sbattere violentemente la testa contro la porta, fino a sanguinare. A quel punto intervengono gli agenti ma in una maniera che desta non poche domande. Le mani dell'uomo vengono legate dietro la sua schiena, viene poi coperto con una coperta e uno dei poliziotti gli sale sul petto con un ginocchio e lì rimane per oltre 15 minuti. Gli agenti si scambiano diverse parole che non si sentono, mancando l'audio del filmato, ma è un'altra immagine che ha fatto scandalo: durante le fasi concitate dell'intervento una giovane poliziotta fa il saluto nazista, mimando anche i baffi di Hitler con le dita.

L'ex ministro sotto accusa

Ora i deputati del parlamento belga vogliono vederci più chiaro e hanno convocato De Bolle in audizione e anche il Parlamento europeo potrebbe presto fare la stessa cosa. Oltre a lei sul banco degli imputati è finito l'allora ministro dell'Interno e attuale premier della regione fiamminga, Jan Jambon, esponente dei nazionalisti della Nv-a, una sorta di Lega fiamminga. I partiti dell'opposizione chiedono la sua testa ma lui al momento afferma di non sapere niente del caso e del filmato. La domanda principale che resta da chiarire è: chi sapeva prima di oggi di quel video e quindi di cosa era realmente successo?

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