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Foto Ansa EPA/NEIL HALL

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Gli europei che hanno lasciato il Regno Unito durante la pandemia perderanno i diritti nel Paese

A causa delle nuove e più restrittive regole sull'immigrazione del post-Brexit, coloro che avevano ottenuto un permesso di residenza provvisorio e sono andati via per più di sei mesi non potranno chiedere quello di residenza permanente

Sono tanti i cittadini europei residenti nel Regno Unito che durante la pandemia hanno deciso di lasciare l'isola per tornare momentaneamente nel loro Paese di origine. E adesso molti di loro potrebbero non avere diritto a tornare a causa delle nuove e più restrittive regole sull'immigrazione volute da Londra per il post-Brexit.

Come racconta il Times a rischio sarebbero tutti coloro a cui è stato concesso il diritto provvisorio di rimanere alla fine del periodo di transizione, il cosiddetto pre-settled status, e che sono in tutto 1,5 milioni di persone. Se qualcuno di loro ha lasciato per più di sei mesi la Gran Bretagna durante la pandemia, perderà il diritto automatico di ottenere un permesso di residenza stabile. In base all'accordo raggiunto da Boris Johnson e dall'Unione europea nel 2019, qualsiasi cittadino europeo che si è trasferito nel Regno Unito prima di quest'anno, quando il periodo di transizione è finito e la Brexit è diventata effettiva, ha avuto il diritto di stabilirsi in modo permanente nella nazione.

Chi ha dimostrato di aver vissuto stabilmente nel Paese per più di cinque anni ha ottenuto il "settled status", che fornisce all'immigrato gli stessi diritti dei cittadini britannici. Chi era arrivato da meno ha potuto richiedere il “pre-settles status” che gli dà diritto a restare il tempo necessario per raggiungere i cinque anni e, nel caso, chiedere il settled status e rimanere in maniera permanente se riuscirà a ottenerlo. Ma sempre secondo le regole se appunto si è lasciata l'isola per sei mesi questo diritto viene perso, e non importa se il motivo è legato alla pandemia, la volontà di passare il lockdown con la propria famiglia o altre ragioni legate alla malattia.

In tanti ad esempio essendo in “furlough”, la cassa integrazione, e non potendo lavorare, hanno pensato di tornare a casa in attesa della ripartenza dell'economia. E lo stasso hanno fatto molti di quelli che potevano passare in smart-working, e che quindi hanno pensato di continuare a lavorare ma dal loro Paese di origine. Secondo i calcoli del governo sarebbero circa 350mila le persone in pre-settled status che hanno abbandonato il Regno Unito nell'ultimo anno. "Questo è un problema molto serio", ha detto Maike Bohn, fondatore di the3million, associazione che rappresenta gli europei nel Paese. “Il Ministero dell'Interno ha ammesso che l'accordo di recesso non è 'Covid friendly' ma questo è moralmente sbagliato. Ci sono sempre più persone che ci contattano per un aiuto, è una situazione brutale".

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