I partiti trattati come inserzionisti, Facebook "blinda" le elezioni europee

Il social network ha deciso di implementare nuovi strumenti per ridurre il rischio di condizionamenti come quelli avvenuti durante la campagna per la Brexit o le elezioni in Francia

Dagli Stati Uniti, al Regno Unito, passando dalla Francia alla Russia i social network sono stati sempre più spesso accusati di essere strumenti di condizionamento, e addirittura manomissione, delle elezioni in diversi Paesi democratici, con furti di dati ma anche diffusione di fake news costruite ad arte per condizionare i cittadini. E così adesso Facebook in vista delle europee di maggio ha deciso di correre ai ripari mettendo in campo dei 'nuovi strumenti' che verranno lanciati a marzo e cercare di dare una risposta alle preoccupazioni espresse soprattutto dalla Commissione europea dopo il caso Cambridge Analytica.

La responsabile del gruppo per le elezioni in Europa, Anika Geisel, in un post ha spiegato che "per pubblicare annunci politici o relativi a tematiche di rilievo e molto dibattute legate alle elezioni del Parlamento Europeo, gli inserzionisti dovranno confermare la loro identità e includere informazioni aggiuntive su chi sia il responsabile dei loro annunci". Gli strumenti che verranno lanciati a marzo riguarderanno non solo gli annunci delle campagne politiche, ma anche gli annunci relativi a "temi di interesse pubblico", ossia "che non menzionano un candidato o un partito, ma che riguardano tematiche molto discusse e di rilievo".

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"Continua a migliorare" anche "il nostro lavoro per combattere le notizie false", in parallelo al programma di fact checking, che "stiamo continuando ad ampliare" e che attualmente copre contenuti in 16 lingue. "Per coordinare meglio le nostre attività nelle ultime settimane prima" delle elezioni Ue, "basandoci sul lavoro svolto nei mesi scorsi - ha annunciato quindi Geisel - abbiamo in programma l'apertura di nuovi centri operativi specializzati" per "l'integrità delle elezioni", compreso uno a Dublino.

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