Il romanista che ha “purgato” i sovranisti in Olanda. E che propone il salario minimo Ue 

Frans Timmermans, leader del centrosinistra europeo, ribalta la partita in casa e vola a Milano ad aiutare Zingaretti. Socialisti avanti con +8% rispetto ai sondaggi. Exit poll amaro per gli amici di Salvini

Frans Timmermans

Quando si parla di exit poll, la scaramanzia è d’obbligo. Ma va detto che in una “remuntada” di queste dimensioni non ci credevano nemmeno i socialisti. Eppure, a poche ore dalla chiusura dei seggi nei Paesi Bassi, si profila una vittoria per il Partito del Lavoro (PvdA) di Frans Timmermans, accreditato a oltre il 18%, a fronte dell’ultimo sondaggio che lo dava fermo al 10,4%. Ridimensionata la svolta sovranista, che prometteva di portare l’Olanda verso la “Nexit”, l’uscita dall’Unione europea. L’estrema destra di Geert Wilders, alleata di Matteo Salvini, potrebbe infatti perdere tutti e quattro i seggi guadagnati alle elezioni del 2014. 

Il salario minimo europeo

L’avventura europea di Timmermans comincia quindi con una vittoria in casa. Il candidato dei socialisti europei alla guida della Commissione punta a riunire tutte le forze progressiste per trascinare l’Europa a sinistra, passando dall’austerity al salario minimo continentale. “Fissato al 60% delle retribuzioni medie di ogni Paese”, dice mentre lascia Barcellona, dove era andato a chiudere la campagna elettorale del premier spagnolo Pedro Sanchez

L'amore per l'Italia (e per la Roma)

Sarà oggi a Milano per dare una mano a Nicola Zingaretti. Di certo non avrà problemi a farsi capire, dal momento che parla fluentemente l’italiano. Una conoscenza della lingua e della cultura del Belpaese guadagnata grazie a un periodo di studi trascorso nella Capitale, dove è diventato anche un accanito tifoso della Roma. Un amore per la maglia giallorossa dimostrato anche la notte della storica rimonta in Champions’ League contro il Barcellona. Dopo il 4 a 1 dell’andata a favore di catalani, la Roma si riscattò al ritorno con un netto 3 a 0, facendo impazzire di gioia il politico olandese che si lasciò andare in un tweet ben poco “istituzionale”.

Ma le elezioni, si sa, non sono partite di calcio. Se confermata, la vittoria con il 18% assegnerebbe ai socialisti solo 5 dei 26 seggi destinati all’Olanda. Almeno 4 andrebbero ai popolari, 6 ai liberali, 5 ai conservatori, 3 ai verdi e al massimo 1 ai nazional-sovranisti. La partita vera si gioca domenica, quando la gran parte dei Paesi europei andranno al voto e si sapranno, finalmente, i risultati ufficiali. 

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