Elezioni europee, è emergenza fake news. Dito puntato contro la Russia

La società SafeGuard Cyber, denuncia che metà degli elettori sono già stati colpiti dalla disinformazione. E buona parte delle attività sospette arriverebbero da Mosca

Le elezioni europee potrebbero essere già compromesse, perché la macchina della disinformazione avrebbe già raggiunto la metà degli elettori chiamati a rinnovare il Parlamento europeo tra quindici giorni. A dirlo la società di sicurezza online SafeGuard Cyber, in un apposito rapporto redatto dopo il monitoraggio dell’attività sulla rete. Su internet ci sono non meno di 6.700 “cattivi attori”, utenti che pubblicano contenuti di discutibile affidabilità ma in grado di raggiungere 241 milioni di cittadini dell’Ue.

Temi locali

Secondo l’associazione la tendenza è quella di “amplificare” il materiale creato per l’uso e consumo locale così da creare una narrazione su misura per ogni Stato membro. Un esempio? In Germania l'attenzione si è concentrata sulla costruzione di “una narrativa divisiva” circa la politica d'immigrazione sulla scia della crisi dei rifugiati siriani. Un tema che ha contribuito ad alimentare le simpatie per il partito di estrema destra Alternative fur Deutschland (AfD).

Metà degli europei colpiti

Ancora, gli autori del rapporto hanno trovato “prove” di attori maligni che cercano di plasmare specifici sviluppi di notizie in Europa, compreso il dibattito sull'opportunità o meno che i Comuni sostengano l'accordo Brexit di Theresa May durante il quale i contenuti divisivi sono stati diffusi attivamente. Il risultato è dunque che circa la metà di tutti gli europei sarebbe già stato toccato dalla disinformazione promossa dai social network prima delle elezioni europee.

La Russia

Un’attività che conduce in Russia, sostengono gli autori dell’analisi. SafeGuard Cyber ha dichiarato di avere un database di oltre mezzo milione di account noti di troll, che si ritengono collegati al Paese di Vladimir Putin. Tutto questo dimostra che “gli attori dannosi, siano essi statali o non statali, non esiteranno a utilizzare Internet per tentare di influenzare e interferire nei nostri processi democratici”, denuncia il commissario per l’Unione della sicurezza, Julian King. Otavio Freire, co-fondatore di SafeGuard Cyber, avverrte: “La dimensione del problema è tremenda. L'aumento delle campagne di disinformazione è favorito dal fatto che è incredibilmente difficile fermare la loro diffusione sulle piattaforme sociali”.

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