Festa dell'Europa, Sassoli: "Mai più morti nel Mediterraneo"

Il presidente apre le porte del Parlamento europeo alle ong e invita l'Ue a ritrovare "il coraggio che fu dei nostri fondatori". "La democrazia non è passata di moda - aggiunge - le persone e la società civile sono il motore del progetto europeo"

In occasione del 70° anniversario della Dichiarazione di Schuman, riportiamo alcuni estratti del discorso del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. In apertura dell’evento di celebrazione della Giornata dell'Europa, Sassoli, insieme alle ong che lavorano per salvare vite umane e proteggere le persone più vulnerabili in tutta Europa, ha detto:

“Mai quanto in questo momento risuonano attuali le parole con cui Robert Schuman ha aperto la sua dichiarazione il 9 maggio di 70 anni fa. Solidarietà, uguaglianza, condizioni uguali per tutti, sono le parole che ripete nel suo intervento gettando le basi per la costruzione della futura Unione europea. L'unica cosa che potrà salvarci e permettere di risollevare le nostre economie e proteggere i nostri cittadini è la consapevolezza che dobbiamo camminare insieme, più spediti rispetto al passato. Ma senza una risposta comune nessuno potrà risollevarsi. Dovremo essere capaci di mobilitare una grande quantità di risorse in grado di far ripartire velocemente un’economia completamente bloccata. E dovremo farlo velocemente, perché i cittadini, le imprese non possono aspettare”.

Il Presidente ha poi parlato della necessità di avviare il processo di ricostruzione intorno al modello sociale europeo:

“La crisi economica e finanziaria ha portato all'aumento della disoccupazione e la crescita delle disuguaglianze sia tra le nazioni che all'interno di esse. Dobbiamo ripartire dai giovani e dalle donne che rischiano di essere fortemente penalizzati e ai quali deve andare tutto il nostro sostegno concreto. Non vogliamo che la presenza delle donne nelle nostre società venga compromessa e ci faccia tornare indietro. Un grande sforzo dovrà essere fatto nel rafforzamento dello stato sociale. Non partiamo da zero. Pensate ai milioni di disoccupati negli Stati Uniti che da un giorno all’altro si sono trovati licenziati e senza l’assicurazione sanitaria abbandonati a loro stessi. Da noi la sanità pubblica è un aiuto fondamentale, insieme a molteplici meccanismi di sostegno utili a proteggere la vita dei nostri cittadini. Non partiamo da zero ma sentiamo adesso più di prima la necessità di rafforzare il nostro modello sociale come un bene primario prezioso da difendere per non lasciare indietro nessuno”.

Sassoli ha quindi invitato i leader politici a ritrovare il coraggio dei fondatori:

“È nelle difficoltà che va imbracciato il coraggio e vanno trovate le risorse per ripartire. E alla nostra generazione è adesso richiesto di trovare il coraggio che fu dei nostri fondatori, di gettare lo sguardo verso l’ignoto per rafforzare un progetto a cui molti nel mondo guardano come a un esempio di pace, solidarietà e prosperità. È il diritto europeo, garanzia del rispetto della democrazia e dei nostri valori, nonché tutela dei diritti dei cittadini europei. È il diritto europeo il più grande investimento sulla nostra libertà. E la difesa del diritto europeo passa innanzitutto per il rispetto degli organi giurisdizionali, prima tra tutti la Corte di Giustizia, le cui decisioni sono vincolanti per tutti e che tutti devono impegnarsi ad osservare".

Sassoli ha infine rivolto un pensiero speciale alla società civile e ai singoli cittadini di fronte alla crisi:

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“Se c’è una cosa che questa crisi sanitaria ha mostrato agli occhi dei cittadini è che l'Europa ha già dentro una grande risorsa. Parlo della società civile. Donne e uomini che si sono rimboccati le maniche mettendosi a disposizione per sostenere chi era in difficoltà. 70 anni fa siamo partiti dicendo “mai più la guerra”; 70 anni dopo dobbiamo dire “mai più morti per fame e mai più morti nel Mediterraneo”. Le persone e la società civile sono il motore del progetto europeo. Solo ripartendo dal basso potremo riformare l´Unione mettendo al centro gli interessi dei cittadini europei. È nostro compito rilanciare il principio della democrazia partecipativa. Questi sono i valori da cui l´Europa deve ripartire. La democrazia non è passata di moda, ma deve aggiornarsi per continuare ad essere strumento per migliorare la vita delle persone. La nostra conferenza dovrà vivere di un dibattito intenso e dal basso, non nel chiuso di un circolo accademico o di un semplice dibattito istituzionale. Riformare la democrazia, questo è l'obiettivo da perseguire. E dobbiamo farlo mettendo in campo strumenti utili che prevedano meccanismi rapidi di decisione. Il diritto di veto, nel funzionamento del processo decisionale europeo, è uno strumento anacronistico e questa crisi, con la necessità di misure urgenti e tempestive, ne è una dimostrazione lampante”.

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