Covid, in Europa la mascherina obbligatoria torna di moda. E la Germania lancia l'allarme

Le autorità tedesche: "Aumento preoccupante dei contagi". E sconsiglia i viaggi in tre regioni della Spagna (che non la prende bene). Intanto in gran parte dell'Ue si rafforzano le restrizioni

Non è solo l'Est a preoccupare, con Romania, Polonia e Bulgara a fare i conti con numeri sui contagi mai visti finora: da Nord a Sud, passando per l'Ovest, l'Europa comincia a temere una seconda ondata di Covid-19. E mentre in Italia si dibatte sull'obbligatorietà della mascherina, nel resto dell'Ue sempre più governi ne impongono l'uso, anche all'aperto.

Succede in Belgio, dove il governo ha invitato i cittadini a rispettare gli obblighi su mascherine e distanziamento sociale. La premier Sophie Wilmès ha anche portato a 5 il numero massimo di persone che i cittadini potranno incontrare ad agosto (oltre alla propria famiglia). Ad Anversa è persino scattato il coprifuoco: obbligo di restare a casa dalle 23,30 alle 6 del mattino. Misure decise sulla scorta dell'aumento del 69% dei contagi. 

Anche in Germania le autorità sanitarie hanno espresso preoccupazione per la crescita dei nuovi casi. Il direttore dell'Istituto Robert Koch (Rki), Lothar Wieler, ha definito "molto preoccupanti" gli ultimi dati, con oltre 600 nuovi contagi segnalati in un solo giorno. Per il momento, il governo non ha emesso nuove ordinananze ma ha autorizzato le autorità locali a varare misure di contenimento, compreso il lockdows, nelle province che superano la soglia di rischio di contagi. E' di oggi la decisione di sconsigliare i viaggi in tre regioni della Spagna (come già fatto dal Regno Unito, sollevando le proteste del premier iberico Pedro Sanchez).

Del resto, dopo l'Est Europa, è di sicuro la Spagna il Paese più interessato da questa nuova fase di contagi: in media 1.738 nuovi casi ogni giorno nell'ultima settimana, + 92% rispetto alla precedente. La Catalogna è tra le regioni più colpite e quasi 4 milioni di abitanti dell'area metropolitana di Barcellona sono stati invitati, dal 17 luglio, a "rimanere a casa".  Questa raccomandazione si estende all'area di Lleida, nonché ai comuni di Figueras (vicino al confine francese), Vilafant e Sant Feliu de Llobregat. Le autorità catalane hanno anche deciso di chiudere cinema, teatri e locali notturni a Barcellona, ​​di vietare le riunioni di oltre dieci persone, le visite alle case di riposo e di limitare la capacità di accoglienza al 50% in bar e ristoranti. Le visite alle case di riposo sono limitate anche nei Paesi Baschi e nella Murcia, dove sono stati chiusi anche discoteche e bar notturni senza spazi all'esterno. In tutte queste regioni spagnole, la mascherina è obbligatoria anche per strada, pena pesanti multe. 

In Portogallo, prosegue il lockdown per 700.000 abitanti di venti distretti. In Francia, invece, la macherina è diventata obbligatoria anche all'aperto in diversi distretti, soprattutto nelle città sulla costa. Alcune spiagge sono state chiuse al pubblico durante le ore notturne. Anche la Francia ha sconsigliato i viaggi in Catalogna. 

Dopo aver allentato le misure, l'Austria torna a temere i contagi e ha deciso, dal 24 luglio, di imporre l'uso di mascherine in supermercati, uffici postali, banche e centri medici. Mascherina obbligatori anche nel Regno Unito, che è l'unico paese dell'Europa occidentale in cui il bilancio delle vittime giornaliero rimane elevato, circa 65 al giorno.

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