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Il capogruppo S&D Pittella con il presidente del Parlamento Ue Tajani (Ppe) / © European Union 2017 - Source : EP.

Il capogruppo S&D Pittella con il presidente del Parlamento Ue Tajani (Ppe) / © European Union 2017 - Source : EP.

Dopo il voto tedesco, in Europa la Grosse Koalition non va più di moda

Il leader dei socialisti al Parlamento Ue, Pittella: “Alternanza democratica ed europeista per fermare i populisti”

E’ stato il mantra degli ultimi anni, in Germania come in Italia, fino al Parlamento europeo: centrosinistra e centrodestra uniti per far fronte comune contro gli estremismi e i populismi. Ma proprio l’avanzata dell’Afd alle ultime elezioni tedesche, l’antieuropeismo strisciante un po’ in tutta l’Ue e i venti nazionalistici che spirano nell’Est sembrano aver sancito la fine dell’era politica delle grandi coalizioni.

La rottura dei socialisti a Bruxelles

Ne sono convinti i socialisti al Parlamento europeo, che, seppur delusi dal calo dell’SPD in Germania, hanno apprezzato la scelta dell’ex collega Martin Schulz di non sostenere una nuova Grosse Koalition dopo quelle del 2005-2009 e del 2013-2017 (sempre a guida Merkel).
“Optare di andare all’opposizione e di abbandonare una volta per tutte la Grande coalizione non è solo la decisione giusta, ma anche quella più lungimirante. In linea con quanto abbiamo deciso di fare qui al Parlamento europeo”, dice Gianni Pittella, leader del gruppo dei Socialisti e democratici, la seconda forza politica a Bruxelles dopo i popolari.  “

L'alternanza democratica e l'avanzata dei populisti

Si va delineando un’alternanza democratica tra una destra europeista e moderata e una sinistra europeista e progressista. Un’alternanza che chiuda la porta alle forze antisistema e populiste”, prosegue Pittella: “La discussione e il confronto tra differenti idee e programmi, tra destra e sinistra, è la sola strada per combattere l’estremismo e fermare l’avanzata di partiti come l’AfD. La crescita di queste forze deve farci preoccupare e spingerci a lavorare duro, non solo in Germania, ma in tutta Europa, per una società più giusta e tollerante, con meno diseguaglianze e una maggiore attenzione ai giovani”.

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