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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Diventa operativa la nuova Agenzia Ue per l'asilo. A che cosa serve e che poteri ha

L'Euaa ha sostituito l’Easo e dovrebbe essere più efficiente e fornire più servizi agli Stati membri, interagendo anche con i Paesi terzi extra-Ue

L'Unione europea ha un nuova stumento per contrinuire alla gestione dei flussi migratori, è la nuova Agenzia dell’Ue per l’asilo (Euaa) è diventata operativa ieri, che prende il posto dell'organismo che prima svolgeva i suoi compiti, l’Ufficio europeo per l’assistenza all’asilo (Easo). L’Euaa però avrà un mandato più ampio del suo predecessore, per permettere una gestione più efficiente dei sistemi di asilo, in modo da garantire sostegno operativo agli Stati membri, e per farlo avrà una riserva di esperti e la capacità di operare anche in Paesi extra-Ue. L'Agenzia dovrebbe anche monitorare i sistemi di accoglienza degli Stati membri per assicurare pratiche più coerenti in tutta l’Ue.

Come si legge dal sito dell’agenzia, il nuovo mandato dell’Euaa sostituisce quello dell’Easo, che era operativo dal 2010. Il personale e il consiglio d’amministrazione dell’Ufficio europeo sono stati trasferiti all’Agenzia, sancendo la continuità tra i due organi, mentre non ci saranno interruzioni del supporto ai partner dell’Easo che continueranno a collaborare con l’Euaa.

Per il 2022, l’Euaa, che ha sede a Malta, potrà contare su un bilancio di 172 milioni di euro e svolgerà otto operazioni in altrettanti Paesi membri (quasi tutti lungo le frontiere esterne dell’Ue), Italia inclusa, a sostegno delle autorità che presiedono all’accoglienza e l’asilo. Nelle parole di Nina Gregori, direttrice esecutiva dell’agenzia, si tratta di “un momento cruciale per l’asilo e l’accoglienza nell’Ue”. “L’Euaa è un’agenzia unica”, ha aggiunto, “con gli strumenti e le capacità di sostenere gli Stati membri e l’Unione stessa nel migliorare tangibilmente l’applicazione dell’unico sistema di asilo multinazionale al mondo”.

Le nuove funzioni dell’Euaa

Come detto, l’Euaa ha ereditato tutte le precedenti funzioni dell’Easo, cui se ne sono aggiunte diverse altre. Sarà ora possibile per l’Agenzia dispiegare più rapidamente l’assistenza operativa agli Stati membri, anche grazie al nuovo “pool permanente di riserva” che conta 500 esperti dei Paesi membri (40 dall’Italia) che potranno essere rapidamente impiegati come membri delle squadre di sostegno accanto a quelli permanenti e fornire assistenza operativa sul campo. Per milgiorare il lavoro è stato esteso il programma di formazione e addestramento per i funzionari nazionali nelle attività connesse all’asilo e alla protezione internazionale, che potranno anche fare riferimento ad una seria di guide, raccomandazioni, strumenti e analisi che ne sosterranno il lavoro.

Sono state istituite anche nuove figure di riferimento tra cui un responsabile indipendente per i diritti fondamentali, che dovrà supervisionare la tutela dei diritti dei richiedenti asilo e denunciare ventuali violazioni. Ci saranno poi degli ufficiali di collegamento con l’Euaa negli Stati membri e anche in Paesi extra-Ue. In questi ultimi, l’Agenzia sosterrà lo sviluppo delle capacità d’accoglienza e d’asilo per portarle in linea con gli standard internazionali.

Dalla fine del 2023 è poi prevista l’entrata in vigore di un meccanismo di monitoraggio per verificare il rispetto degli obblighi legali, così da aiutare gli Stati membri ad applicare correttamente le varie procedure del sistema comune di asilo dell'Ue, al fine di individuare eventuali carenze. Il monitoraggio potrà includere, ad esempio, la verifica dell'applicazione dei criteri utilizzati per valutare il bisogno di protezione e il tipo di tutela concessa ai richiedenti. Questi criteri includono il rispetto dei diritti fondamentali, la garanzia di protezione dei bambini e il rispetto delle condizioni procedurali e di accoglienza. Il sistema di monitoraggio e le disposizioni per sostenere la capacità e la preparazione dei Paesi Ue in situazioni di pressione eccessiva sui loro sistemi di asilo entreranno in vigore dopo la sostituzione dell'attuale regolamento di Dublino.

Un meccanismo di reclamo garantirà inoltre il ricorso per chiunque voglia impugnare una presunta violazione dei propri diritti fondamentali. Infine, le organizzazioni della società civile avranno una voce maggiore da far udire in un Forum consultivo indipendente.

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