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Sabato, 13 Aprile 2024
Il caso

"50 milioni di bottiglie di vino italiano dovranno cambiare etichetta, ce lo chiede l'Europa"

Dall'8 dicembre scatta l'obbligo di informare i consumatori su calorie e ingredienti. Ma una "i" sta mettendo contro imprese e Commissione Ue

Un cavillo potrebbe mandare al macero 50 milioni di etichette già stampate da apporre sui vini italiani. È quanto denunciano le associazioni del settore. Tutto ruota intorno a una nuova normativa europea che entrerà in vigore l'8 dicembre e che impone ai produttori di dare informazioni ai consumatori su calorie e ingredienti di vini e prodotti vitivinicoli aromatizzati.

Si tratta di un regolamento adottato nel 2021, e per i quali le aziende hanno dunque avuto due anni di tempo per prepararsi. Inoltre, sotto pressione delle lobby del settore, la normativa ha concesso ai produttori di aggirare in qualche modo l'obbligo di inserire nell'etichetta cartacea (e quindi in maniera più visibile) le informazioni sulle calorie e la lista di ingredienti: basterà apporre un codice Qr sull'etichetta che rimandi a un sito web in cui tali informazioni sono disponibili. Cosa che le case vitivinicole hanno fatto. Ma in un modo che alla Commissione europea non è andato giù.

Per far comprendere ai consumatori a cosa serva il codice Qr, infatti, la grande maggioranza dei produttori ha inserito il simbolo registrato ISO 2760, ossia quel segno circolare in bianco e nero con all'interno una lettera "i", che indica per l'appunto "informazioni". Bruxelles sostiene che non basti a rendere chiaro il ruolo del codice Qr, anche perché il simbolo non è associabile a tutto il contenuto della nuova etichettatura, nello specifico la lista degli ingredienti. Ecco perché la Commissione ha pubblicato nei giorni scorsi delle linee guida in cui invita le imprese a inserire per esteso la parola "ingredients" (ingredienti in inglesi) nell'etichetta cartacea.

Un invito che ha sollevato la rivolta della Ceev, la lobby europea del settore, di cui fa parte la Uiv, l'Unione italiana vini. I produttori chiedono che la Commissione sospenda le linee guida e che consenta l'utilizzo delle etichette stampate finora. Solo per l'Italia, secondo la Uiv, sarebbero oltre 50 milioni. Senza una deroga, il rischio è che le etichette vengano mandate al macero, sostengono le imprese.

Bruxelles non è dello stesso avviso: "Le etichette stampate e già utilizzate sui vini imbottigliati e sulle bottiglie immesse sul mercato non devono essere distrutte, né i vini imbottigliati devono essere rietichettati, poiché tutti i vini prodotti prima dell’8 dicembre sono esentati dalle nuove norme", ha detto un portavoce della Commissione a Eunews. Bruxelles ricorda che le aziende hanno avuto due anni di tempo per prepararsi, e che dovrebbe essere nell'interesse dei produttori impegnarsi a informare adeguatamente i consumatori.

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