A 30 anni dalla caduta del muro di Berlino l'Est Europa attende ancora una vera democrazia

Lo rivela un sondaggio di YouGov secondo cui soprattutto in Bulgaria, Ungheria e Romania i cittadini non credono che le elezioni siano libere ed eque e hanno paura a criticare i governi

Il muro di Berlino - foto archivio Ansa EPA/OMER MESSINGER

Sono passati 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, ma i cittadini di diversi Stati ex sovietici non credono che il proprio Paese abbia ancora attuato una vera transizione verso la democrazia liberale. Lo rivela il rapporto “Stati del cambiamento: atteggiamenti nell'Europa centrale e orientale 30 anni dopo la caduta del muro di Berlino”, della Open Society Foundations che si basa su un sondaggio condotto da YouGov in Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.

Elezioni non libere

Secondo la rilevazione sono soprattutto Bulgaria, Ungheria e Romania i Paesi in cui ci sono le maggiori preoccupazioni. In particolare in Bulgaria oltre i tre quarti degli intervistati (76%) ritengono che lì le elezioni siano “non libere ed eque”, percentuale che in Romania arriva al 54% e in Ungheria al 52%. In generale lo studio sottolinea che grandi proporzioni di cittadini nell'Europa centrale e orientale pensano che la democrazia sia minacciata nel loro Paese. In sei dei sette Paesi analizzati l'opinione della maggioranza è che la libertà di parola sia sotto assedio: lo pensano il 67% dei bulgari, il 58% degli slovacchi, il 57% dei polacchi, il 56% degli ungheresi e il 51% dei rumeni. La maggioranza delle persone in Ungheria, Bulgaria e Romania, ma anche in Slovacchia e Polonia, teme che ci sarebbero conseguenze negative sulla loro vita se criticassero il governo del loro paese, con i giovani ad essere più preoccupati.

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Libertà di protesta

Una grande percentuale di intervistati in Romania (50%), Bulgaria (47%) e Polonia (48%) e Ungheria (44%) pensa che la libertà di protestare sia minacciata. Come se non bastasse la stragrande maggioranza dei bulgari, ben il 73%, ma anche il 62% dei rumeni e il 53% degli ungheresi, ritiene di non essere libero di vivere la vita che vorrebbe, indipendentemente dal background, dall'etnia o dall'orientamento sessuale. La fiducia nell'affidabilità del mondo dell'informazione è bassa, con chiare maggioranze in quasi tutti i Paesi che affermano di non fidarsi del fatto che i media mainstream riportino le notizie in modo equo o onesto, o del fatto che i governi rilascino informazioni accurate e imparziali.

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