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Domenica, 29 Maggio 2022
Energia

Berlino prepara gli espropri contro Gazprom e fa appelli al risparmio energetico

Le decisioni del governo tedesco per mettersi al riparo dai rischi per l’approvvigionamento di gas dalla Russia di Putin

Nazionalizzare gli impianti in Germania dei giganti russi dell’energia. La mossa del governo di Berlino, anticipata dal quotidiano economico Handelsblatt, ha già scatenato l’ira di Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha infatti bollato come contrari al diritto internazionale i provvedimenti con in quali l’esecutivo tedesco si sta preparando ad espropriare i beni in Germania delle aziende russe Gazprom e Rosneft, che forniscono il 55% delle importazioni di gas verso il Paese Ue. 

I piani per nazionalizzare gli impianti Gazprom e Rosneft sono stati accolti con il consenso della coalizione di governo, secondo quanto riportato domenica dal quotidiano economico tedesco. Se le aziende energetiche venissero nazionalizzate, ha spiegato la testata Business Insider, finirebbero sotto il controllo delle autorità tedesche, allentando così l'influenza russa sulla sicurezza energetica della Germania e garantendo una migliore continuità dell'approvvigionamento. D’altro canto il gas deve pur sempre arrivare dalla Russia affinché venga poi distribuito sulla rete tedesca.

La mossa di Berlino è diventata di pubblico dominio, anche se non ancora stata ufficializzata, nel tragico contesto della guerra in Ucraina e del massacro di Bucha. Le ultime notizie dal fronte hanno convinto alcuni Paesi, a partire dalla Polonia, a chiedere lo stop immediato alle importazioni energetiche dalla Russia verso l’Ue. Una scelta pensata per chiudere il rubinetto di denaro che aiuta il Cremlino a finanziare la guerra. La Lituania si è spinta anche oltre il governo di Varsavia e ha deciso di introdurre unilateralmente il divieto di importazioni energetiche da Mosca. 

Uno scenario che sta mettendo in difficoltà la Germania, notoriamente dipendente dalle importazione energetiche dalla Russia, ma anche determinata a lavorare su una propria autonomia da raggiungere nei prossimi anni. Nell’immediato l’esecutivo guidato da Olaf Scholz deve pensare a garantire l’approvvigionamento energetico verso il Paese. Di qui la decisione presa la scorsa settimana di attivare un piano di emergenza per far fronte alle eventuali interruzioni della fornitura di gas naturale da parte della Russia. La Germania è ora entrata nella “fase di prima allerta”, che prevede la richiesta a tutti i consumatori, dall'industria alle famiglie, di risparmiare energia e ridurre i consumi.

Decisione che per tanti osservatori è diventata necessaria dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto il pagamento in rubli delle forniture energetiche. Una pretesa rispedita al mittente che, in difficoltà sia sul piano militare che su quello economico, potrebbe decidere di fermare le forniture di gas. Una vendetta ai danni della Germania e di altri Paesi europei che stanno difendendo l’Ucraina nonostante i forti legami economici con la Russia.

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