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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Controffensiva / Ucraina

Esplosioni in base russa in Crimea, Kiev: "La regione è nostra e ce la riprenderemo"

Secondo Mosca è avvenuto un “sabotaggio” in un deposito di munizioni nella penisola annessa da Putin nel 2014. L'Ucraina: "La demilitarizzazione continuerà fino alla completa liberazione"

Diverse esplosioni sono avvenute in Crimea questa mattina. La prima in un deposito di armi nella base russa di Dzhankoi, che, secondo Mosca, e stata causata da un “sabotaggio”. In seguito sono stati avvistati dei pennacchi di fumo nero in una base aerea militare russa vicino all'insediamento di Gvardeyskoye, come riporta il quotidiano russo Kommersant.

Kiev non ha né confermato né smentito la sua responsabilità nelle gli attacchi, ma secondo quanto riporta Ukrinform, Andriy Yermak, il capo dell'Ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha scritto su Telegram che le esplosioni rappresentano l'inizio della "demilitarizzazione" della penisola annessa dalla Russia di Vladimir Putin nel 2014. "L'operazione di demilitarizzazione nello stile di alta precisione delle Forze Armate dell'Ucraina continuerà fino alla completa liberazione dei territori ucraini (occupati). I nostri soldati sono i migliori sponsor del nostro ottimo umore. La Crimea è Ucraina", ha scritto.

Il consigliere presidenziale ucraino, Mykhailo Podolyak, ha invece twittato in modo più criptico: "Un promemoria: La Crimea (come Paese normale) riguarda il Mar Nero, le montagne, la ricreazione e il turismo, ma la Crimea occupata dai russi riguarda le esplosioni dei magazzini e l'alto rischio di morte per gli invasori e i ladri. Demilitarizzazione in atto".

Secondo quanto riporta la Reuters le esplosioni hanno colpito un deposito di munizioni e interrotto i treni nella Crimea, che sono strategici in quanto Mosca usa la regione per far entrare nel Paese i rifornimenti necessari alla guerra. L'alto rappresentante di Mosca nella regione, SergeiAksyonov, ha confermato che due persone sono state ferite, che il traffico ferroviario è stato interrotto e che circa 2mila persone sono state evacuate da un villaggio vicino al deposito militare. Se Kiev fosse davvero dietro a queste esplosioni ciò dimostrerebbe una sua nuova capacità di colpire più in profondità nel territorio russo, cambiando potenzialmente la dinamica della guerra che va avanti ormai da sei mesi.

La penisola di Crimea sul Mar Nero, la cui annessione non è stata riconosciuta dalla gran parte dei Paesi mondiali, è la base della Flotta russa del Mar Nero ed è molto popolare in estate come luogo di villeggiatura. La settimana scorsa, delle esplosioni in una base aerea sulla costa occidentale hanno causato danni ingenti e distrutto diversi aerei da guerra russi. Mosca ha parlato di incidente, anche se le esplosioni simultanee hanno lasciato crateri visibili dallo spazio. Oggi anche una sottostazione elettrica ha preso fuoco vicino alla città di Dzhankoi, secondo quanto mostrato dalla tv di Stato russa.

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