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Sabato, 22 Giugno 2024
La sentenza / Regno Unito

Sostiene esami di guida per 150 persone diverse mascherandosi, condannata truffatrice

È accaduto in Galles dove la donna chiedeva 800 sterline a test, principalmente a persone di origine asiatica come lei e che non parlavano bene la lingua inglese

Si faceva pagare 800 sterline per condurre esami di guida al posto di altre persone, principalmente immigrati che non parlavano inglese, arrivando a guadagnare negli anni oltre 120mila sterline, avendolo fatto almeno 150 volte. Una 29enne di Swansea, in Galles, nel Regno Unito, è stata condannata a 8 mesi di prigione dopo essersi dichiarata colpevole. La truffa è stata possibile grazie al fatto che nella nazione non esistono le carte d'identità, e l'esame si può sostenere in alcuni casi solo grazie al foglio rosa visto che spesso non viene chiesto il passaporto.

La donna, Inderjeet Kaur, chiedeva sempre di spostare l'esame in sedi diverse, in modo da non essere riconosciuta, e comunque ogni volta si mascherava. E così ha commesso il reato in tutto il Paese e in particolare a Swansea, Carmarthen, Bridgend, nel Galles settentrionale, a Birmingham, Nottingham e Londra in Inghilterra, per donne di origine asiatica come lei e che non avevano una buona padronanza della lingua inglese, e la maggior parte di loro era stata bocciata almeno una volta. L'indagine è stata avviata dalla Tarian, la squadra regionale di lotta alla criminalità organizzata del Galles meridionale, e ha trovato 63 conducenti collegati alla frode nel 2019 e nel 2020, ma Kaur ha ammesso poi che i reati erano iniziati nel 2017. Il giudice Huw Rees ha affermato che la donna avrebbe guadagnato circa 120mila sterline in tutto.

Una volta un esaminatore aveva chiesto un documento d'identità e notato che il nome era corretto ma la foto gli sembrava diversa dall'aspetto della persona che si era presentata. In un altro caso la truffatrice aveva chiesto di sostenere un esame a centinaia di chilometri di distanza dalla casa di residenza della persona che doveva fare il test. Altri esaminatori si erano insospettiti semplicemente perché la donna, nella prova di guida, mostrava "competenza e sicurezza che non si addicono a un guidatore inesperto o alle prime armi", hanno spiegato durante il processo.

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