Erdogan all'Ue: "La Turchia vuole la piena adesione"

Nonostante le accuse sullo stato di diritto e le polemiche per l'intervento contro i curdi siriani, il presidente turco torna a chiedere a Bruxelles di aprire le porte dell'Unione europea al suo paese

Erdogan conn Tusk e Juncker a Bruxelles / European Union

C'è chi la vede come un cappio al collo e ne vuole uscire, seguendo l'esempio del Regno Unito. E chi invece, come la Turchia, farebbe carte false pur di entrarvi. O almeno cosi' pare sentendo le parole del presidente Recep Tayyip Erdogan, che oggi è in Italia, nuova tappa del tour delle capitali europee che il leader turco sta portando avanti da mesi per riaprire il dialogo con Bruxelles (e soprattutto con Berlino).

L'appello di Erdogan

"L'Unione europea ci faccia entrare", dice Erdogan in una intervista al quotidiano La Stampa. "Ci aspettiamo che l'Ue rimuova il più presto possibile ogni ostacolo artificiale alla nostra adesione, assumendo un approccio costruttivo. L'adesione della Turchia non può essere sacrificata a calcoli di politica interna", ha aggiunto il presidente turco. 

"La Turchia ha ottemperato ai suoi obblighi di Stato-candidato ma non possiamo continuare questo processo da soli - ha proseguito - Anche l'Ue deve fare la sua parte, a cominciare dal mantenere le promesse fatte". Secondo il presidente "l'Ue blocca l'accesso al negoziato e lascia intendere che la carenza di progressi dipende da noi. È ingiusto. Come lo è che alcuni paesi Ue avanzino per noi opzioni diverse dall'adesione". Il riferimento, non troppo velato, è al premier francese Emmanuel Macron, che in un bilaterale a Parigi aveva avanzato la proposta di un "partenariato privilegiato" tra Ue e Ankara. Ma Erdogan non ci sta e vuole "la piena adesione all'Ue. Altre opzioni non ci soddisfano". 

Il viaggio in Italia

Il viaggio in Italia è importante in tal senso. Lo è perché l'Italia è pur sempre la terza potenza economica Ue e, come ha ricordato Erdogan,  "il terzo partner commerciale" della Turchia, "ma il potenziale è maggiore. Siete undicesimi per numero di aziende presenti - circa 1400 - e vogliamo aumentarle", ha aggiunto il presidente turco. Ma il viaggio è anche, se non soprattutto, l'occasione per rafforzare il dialogo tra Ankara e il Vaticano, tra il paese musulmano "europeo" e il custode delle radici cristiane del Vecchio Continente. Radici che sarebbero messe a rischio se la Turchia aderisse all'Ue, dicono da più parti (a partire dalla Lega Nord in Italia). 

Ma più che una questione religiosa, il tema è di equilibri interni: se dovesse aderire, la Turchia sarebbe il paese Ue più popoloso e quello con l'esercito più grande (il secondo a livello Nato). 

Le accuse di Mogherini

Intanto, l'Ue tiene alzato il muro. "Il ribaltamento della decisione di rilasciare il presidente di Amnesty International Turchia, Taner Klc e la detenzione dei membri del Comitato esecutivo dell'Associazione medica turca, sono gli ultimi esempi degli sviluppi preoccupanti che minano lo stato di diritto e l'indipendenza e l'imparzialità del sistema giudiziario in Turchia", ha detto in questi giorni l'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini. "I miglioramenti concreti e duraturi nel settore dello stato di diritto e delle libertà fondamentali rimangono essenziali per le prospettive delle relazioni Ue-Turchia", chiosa Mogherini. 

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