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Erdogan invita l'Ue al dialogo per evitare le sanzioni. Ma attacca la Grecia

In una lettera inviata ai leader europei alla vigilia del summit che potrebbe imporre pesanti colpi ad Ankara, il leader turco ribadisce la tesi sui diritti che il suo Paese avrebbe sui giacimenti di gas vicino Cipro. E chiede di non sostenere la linea di Atene, accusata di aver alimentato le tensioni

"La Turchia è pronta a un dialogo senza precondizioni, per risolvere la crisi nel Mediterraneo orientale", ma l'Ue la smetta di sostenere in modo "incondizionato e ingiusto" la Grecia. Con un colpo alla botte (del diaologo) e uno al cerchio (dell'orgoglio nazionale), il presidente turco Recep Tayyip Erdogan prova a trovare un'intesa con Bruxelles per risolvere la questione dei giacimenti di gas vicino Cipro (e più in generale il suo attivismo militare in zone come la Libia) con una lettera inviata a capi di Stato e di governo dell'Unione europea. La lettera arriva alla vigilia del Consiglio europeo straordinario che potrebbe imporre nuove sanzioni ad Ankara.

"Nell'ultimo periodo - scrive Erdogan - le nostre relazioni sono state messe alla prova dagli sviluppi nel Mediterraneo orientale, con questa lettera voglio comunicarvi l'approccio della Turchia per la risoluzione dei problemi. Ci troviamo in questa situazione non per colpa della Turchia, ma perché Grecia e Cipro sud (la parte greca non occupata da Ankara, ndr) si comportano come se non esistesse la parte turca di Cipro", scrive Erdogan. "La nostra politica nel Mediterraneo orientale ha due obiettivi. Il primo riguarda il riconoscimento dei diritti legittimi rispetto alla piattaforma continentale e una definizione dei confini giusta, in linea con il diritto internazionale. Il secondo obiettivo è il riconoscimento della parità dei diritti dei turchi di Cipro nella divisione dei proventi derivanti dallo sfruttamento delle riserve di idrocarburi dell'area", si lgge nella lettera del presidente turco.

Erdogan ha quindi accusato la Grecia e "l'amministrazione greco-cipriota" di aver costantemente ignorato la Turchia e i turco-ciprioti, agendo unilateralmente e adottando una politica del fatto compiuto. "L'amministrazione greco-cipriota, diventata membro dell'Ue nel 2003, ha firmato accordi di giurisdizione marittima con i Paesi vicini nel 2003, 2007 e 2010, in completo disprezzo dei turco-ciprioti", ha aggiunto. Per questo, Erdogan chiede all'Ue di assumere  una posizione imparziale sulla questione e smetterla di sostenere in modo "incondizionato e ingiusto" la Grecia.

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