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Giovedì, 13 Giugno 2024
Scontro diplomatico / Turchia

L'ultima richiesta di Erdogan a Svezia e Finlandia: "Dateci 130 terroristi curdi o niente Nato"

Il presidene turco alza di nuovo la posta per dare il suo ok all'ingresso dei due Paesi scandinavi nell'Alleanza

Se Svezia e Finlandia vogliono ottenere il via libera all'ingresso nella Nato, devono deportare o estradere in Turchia 130 militanti curdi che Ankara considera "terroristi". È quanto ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che torna ad alzare la posta delle sue richieste a Stoccolma e Helsinki, che hanno finora bloccato il processo di adesione all'Alleanza atlantica avviato dai due Paesi scandinavi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Perché l'allargamento vada in porto, serve l'ok di tutti i membri della Nato. A oggi, Turchia e Ungheria sono gli unici che hanno opposto obiezioni. Per Ankara, la questione riguarda i gruppi curdi che hanno trovato asilo politico, in particolare in Svezia, e tra i quali militano degli attivisti condannati dai tribunali turchi per presunti atti di terrorismo: "Abbiamo detto (al primo ministro svedese Ulf Kristersson, ndr) che se non ci consegni i tuoi terroristi, non possiamo far passare (l'approvazione dell'adesione alla Nato) attraverso il Parlamento", ha detto Erdogan raccontando i retroscena di un bilaterale con il leader di Stoccolma dello scorso novembre. "Devi consegnarci più di 100, circa 130 di questi terroristi”, sarebbe stata la richiesta ribadita a Kristersson da Erdogan, secondo le parole dello stesso presidente turco.

Le dichiarazioni di Erdogan potrebbero essere la risposta a quanto accaduto la scorsa settimana a Stoccolma, quando, durante una manifestazione di alcuni attiviti curdi, un fantoccio raffigurante il leader di Ankara è stat appesa a testa in giù, un'immagine che ricorda la fine del dittatore Benito Mussolini in Italia. Il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto è convinto che sia stato questo episodio a provocare la reazione di Erdogan, e ha dichiarato all'emittente pubblica Yle di non essere a conoscenza di nuove richieste ufficiali da parte della Turchia.

Del resto, proprio dopo la manifestazione di Stoccolma, la Turchia ha annullato la visita ad Ankara del presidente del parlamento svedese, Andreas Norlen. Una forma di protesta diplomatica che potrebbe anche essere letta in chiave elettorale: a maggio, Erdogan cercherà di confermare la sua leadership alle elezioni presidenziali e parlamentari. 

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