Europee, il listone Calenda punta al 20%. Ma Emiliano: "Non mi fa emozionare”

In missione a Bruxelles, il governatore pugliese dichiara: “Voterò Zingaretti. L’Italia non può fare a meno del Partito democratico”

Non ha fatto breccia nel cuore del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, la proposta di una lista unica delle forza politiche europeiste per le elezioni di fine maggio. Nonostante i più recenti sondaggi riconoscano un consenso intorno al 20-24% all’eventuale aggregazione di centrosinistra, la sonora bocciatura è arrivata da parte del governatore pugliese, che si era candidato nel 2017 a guidare il Pd. 

Dal Comitato delle regioni di Bruxelles, dove Emiliano si trova per discutere le nuove strategie per far fronte al riscaldamento climatico, l’ex sindaco di Bari definisce Carlo Calenda, il promotore del listone Siamo europei, “una persona che non mi fa emozionare, né mi pare che possa dare suggerimenti di natura politica”. Arrivano invece parole di stima per Nicola Zingaretti, candidato alla guida del Pd, apertamente sostenuto dal governatore pugliese. 

A margine di un incontro coi membri della commissione Ambiente, Cambiamenti Climatici ed Energia del Comitato europeo delle regioni, Michele Emiliano ha detto che quella della lista unica europeista è un’idea che preferisce “non commentare, soprattutto per non ripeterla”. “Peraltro - continua il governatore - credo che tutti o quasi tutti i soggetti che egli [Carlo Calenda] pensava di coinvolgere sommandoli al Partito democratico si siano più o meno garbatamente sfilati”. “Credo sia l’atteggiamento migliore rispetto a questa proposta”, conclude sull’argomento il presidente Emiliano, lasciando poco spazio alle interpretazioni.

Il governatore pugliese vede con favore l’avanzata di Zingaretti verso la segreteria del Partito democratico. Secondo Emiliano, il presidente della Regione Lazio “ha ricominciato a dare voce a tutte le persone, militanti e italiani che si sono identificati in questa lunga storia delle forze di progresso in Italia”. “È di nuovo un riferimento per quelli che - prosegue Emiliano - hanno creduto alla Resistenza, nelle lotte per l’emancipazione dei lavoratori, delle donne, per i diritti civili, per la tutela dell’ambiente”.

L’ex sindaco di Bari ribadisce la sua posizione critica nei confronti del Pd guidato da Matteo Renzi, parlando di “tradimento che in passato è avvenuto dentro il Pd” con riferimento ai valori citati. Emiliano però mette in guardia anche Zingaretti, il quale “dovrà dimostrarsi capace, cosa non semplice in un partito plurale e complesso come il Pd, di tenersi saldo alla guida mantenendo questi principi e valori”. “Perché - avverte Emiliano - altrimenti il danno sarebbe ancora maggiore”. 

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Il presidente della Regione Puglia sottolinea la sua fiducia nei confronti del candidato più accreditato alla guida dei dem. “È per questo che lo voterò al congresso”, spiega con convinzione, ritenendo che “abbia tutti i presupposti per poter tirare fuori il Pd dalla situazione in cui si è trovato”. “Anche perché”, conclude Emiliano, “l’Italia non può fare a meno del Partito democratico, o di tutti quei movimenti, associazioni e idee che si sono aggregate attorno al Pd e che in futuro devono trovare nuovamente, in una coalizione progressista, una risposta politica che non può lasciare il Paese nelle mani della Lega o del Movimento 5 stelle”. 

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