Martedì, 21 Settembre 2021
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"Draghi stostiene l'asse Merkel-Macron, a discapito di Spagna e Olanda"

Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, il premier italiano starebbe dando il suo appoggio ai leader di Germania e Francia, alle prese con un difficile momento presso le rispettive opinioni pubbliche. Indebolendo invece le posizioni in Ue di Sanchez, Rutte e del rampante cancelliere austriaco Kurz. Ma per Bruxelles, l'ex governatore della Bce "non durerà molto"

A sinistra il presidente francese Emmanuel Macron, a destra il premier italiano Mario Draghi

Diversi opinionisti in Italia prevedono che con l'arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi, il nostro Paese potrebbe diventare la terza componente del "motore Ue", finora composto da Germania e Francia. Una previsione che, secondo il quotidiano El Pais, ha qualche fondamento: nei primi 3 mesi da premier, infatti, l'ex governatore della Bce avrebbe usato il suo peso politico internazionale per ritagliarsi uno spazio sempre più centrale all'affollato tavolo dell'Unione. E lo avrebbe fatto sostenendo "l'asse franco-tedesco di fronte alle turbolenze politiche dell'Ue" a discapito di Spagna e Paesi Bassi. Ma anche del rampante cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

Il motore Ue in crisi

Sulla scorta di quanto raccolto attraverso fonti vicine alle stanze del potere di Bruxelles, il quotidiano El Pais sottolinea come Draghi si sia mosso fin da subito dando il suo appoggio al tandem formato da Angela Merkel e Emmanuel Macron "in un momento in cui entrambi i leader affrontano forti turbolenze politiche nei loro Paesi". Sia Merkel, che Macron, infatti, stanno fronteggiando i malumori di chi contesta la loro gestione della pandemia: in Germania, la cancelliera (che dovrebbe concludere la sua lunga leadership con le prossime elezioni politiche, previste per settembre) ha prima fatto marcia indietro sul nuovo lockdown e poi si è dovuta scusare con i suoi cittadini. Anche Macron è tornato di recente sui suoi passi, smentendo le promesse di un rilassamento delle misure anti-Covid. 

Il prestigio di Draghi

In questo contesto, si è inserito Draghi, che avrebbe offerto la sua mano ai due leader in crisi, in cambio di una maggiore attenzione alle posizioni italiane in Ue. "Per Bruxelles Draghi offre una parentesi di stabilità tanto attesa in Italia. Ma - prosegue El Pais - il prestigio dell'italiano sembra andare a discapito della capacità di influenza di Spagna e Olanda, due dei partner della comunità che, da posizioni opposte, sono stati fondamentali nel 2020 per forgiare la risposta europea alla pandemia". Il quotidiano spagnolo sostiene che la "forte presenza di Draghi" ha minato la leadership di capi di governo "fondamentali lo scorso anno per la progettazione del Recovery Fund" come Pedro Sanchez e Mark Rutte. Inoltre, dice sempre El Pais, Draghi avrebbe aiutato la cancelliera Merkel a fronteggiare l'opposizione interna al suo Partito popolare europeo, capeggiata dal giovane leader austriaco Kurz.

Un regno di breve durata

Questa strategia consentirà all'Italia di diventare la terza componente del motore Ue, finora saldamente franco-tedesco? La risposta è negativa, secondo El Pais: "Fonti europee a Bruxelles prevedono che il regno di Draghi avrà vita breve e dubitano che l'Italia entrerà a far parte di un triangolo di leadership duraturo accanto all'asse franco-tedesco". Per ora comunque "il peso del premier italiano è già stato notato a Bruxelles ed il suo arrivo è stato accolto con sollievo a Bruxelles, Berlino e Parigi, soprattutto perché sarà lui a gestire la distribuzione del Fondo europeo di ripresa" in Italia. Secondo fonti europee citate da El Pais Draghi "ha già notevolmente migliorato il piano nazionale per raccogliere i fondi europei predisposto dall'esecutivo del suo predecessore Giuseppe Conte". 

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