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Martedì, 28 Maggio 2024
Le elezioni / Spagna

Il governo ostaggio dell'estrema destra alleata con Giorgia Meloni

Domenica si vota in Spagna e il partito popolare è in testa nei sondaggi ma per andare al potere avrà bisogno dell'appoggio di Vox con cui sta già sperimentando alleanze in diverse città e province

In Spagna settimana decisiva per decidere il futuro politico del Paese. Le elezioni anticipate di domenica prossima (23 giugno) stabiliranno se davvero è finita l'era del socialista Pedro Sánchez, e se è arrivato per il popolare Alberto Nunez Feijóo il momento di governare la nazione. Tutti gli occhi sono però puntati non sui due principali partiti del Paese, ma su quello che probabilmente sarà l'ago della bilancia di un possibile governo di centrodestra: gli estremisti di Vox, guidati da Santiago Abascal. Tutti i sondaggi danno il Partido Popular vincente ma incapace di formare un governo senza un'alleanza con Vox.

L'estrema destra di Vox può davvero andare al potere in Spagna

E per la Spagna sarebbe una piccola rivoluzione, visto che fino a poco tempo fa la formazione estremista era stata tenuta lontana dai luoghi chiave del potere, anche se le cose stanno cambiando, a causa del suo crescente peso elettorale. Secondo l'ultimo sondaggio di 40Db, pubblicato da El Pais e Cadena Ser, il blocco delle destre formato da Pp e Vox avrebbe 173 seggi, solo tre in meno della maggioranza assoluta dell'Assemblea di 350 deputati. Questi numeri possono cambiare, ma quello che è ormai sicuro è che anche se i popolari dovessero vincere da soli non avranno mai i numeri per governare e dovranno stringere un patto a livello nazionale con Vox, ipotesi che per il leader del Pp Feijóo è motivo di imbarazzo, e che è uno dei principali argomenti contro i popolari di Sanchez.

Vox è una formazione ultra nazionalista, anti immigrati, anti abortista ed euroscettica nato nel 2013 da una scissione del Pp. In Europa siede nei banchi del gruppo dei Conservatori e riformisti con Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, con cui i rapporti sono molto stretti. Proprio la scorsa settimana la premier è intervenuta in video a un comizio di Vox per sostenere i "patrioti" spagnoli. Il partito è noto per le sue posizioni controverse come la minimizzazione del problema della "violenza di genere" a la negazione del cambiamento climatico. La formazione politica è anche contraria alla concessione di diritti alla comunità Lgbt+, in un Paese che in materia è tra i più progressisti del mondo. A maggio Vox ha fatto notizia appendendo a un edificio di Madrid un enorme manifesto (poi fatto rimuovere dalla commissione elettorale) che mostrava una mano che gettava in un cestino della spazzatura carte con simboli che rappresentavano il femminismo, il comunismo, l'ambientalismo, la comunità Lgbt+ e l'indipendenza catalana.

Queste posizioni radicali, e le sortite ancora più radicali di alcuni degli esponenti del partito, hanno portato negli scorsi anni il partito popolare a rifiutare ogni dialogo con questa formazione, che però continua a crescere nei consensi. Per questo da un anno a questa parte le cose sono cambiate e diversi patti tra Pp e Vox sono stati messi in atto in sempre più amministrazioni locali, di fatto eliminando il cordone sanitario che era stato eretto contro il movimento. Il primo grande patto risale al febbraio dello scorso anno, quando i due partiti hanno formato per la prima volta un esecutivo congiunto nella comunità autonoma di Castilla y León. Tra i provvedimenti approvati la legge che chiede alle donne di ascoltare il battito cardiaco del feto prima di abortire. Si trattava di un esperimento che sembrava unico, e limitato alla relativamente piccola provincia di poco più di 2 milioni di abitanti, ma le cose sono cambiate dopo la marea di voti presi dal centrodestra alle elezioni locali del maggio scorso, quelle che hanno portato alle dimissioni di Sánchez.

Adesso Vox ha ottenuto responsabilità di governo in 140 dei quasi mille consigli comunali in cui si era presentato alle ultime elezioni. Tra questi spiccano alcuni capoluoghi di provincia, come Valladolid, Burgos, Guadalajara, Toledo, Huelva e Ciudad Real. Il vero colpo (e caso) politico è stato però l'ingresso nel governo della Comunità Valenciana (quasi 5 milioni di abitanti), la prima grande regione in cui la formazione è andata direttamente al potere dopo che il popolare Carlos Mazón ha firmato un accordo con Vox. Inizialmente, il partito guidato da Santiago Abascal aveva presentato come candidato alla presidenza Carlos Flores Juberías, un politico condannato nel 2002 per violenza psicologica continua e maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna.

L'ex torero nostalgico del fascismo porta al potere gli alleati di Meloni a Valencia

L'ultimo grande patto è arrivato a fine giugno in un'altra comunità autonoma, quella dell'Estremadura, pochi giorni dopo che la leader del Pp locale, María Guardiola, aveva dichiarato che non avrebbe mai governato con il partito di estrema destra a causa della sua negazione della violenza di genere, della sua posizione anti-immigrati e della sua opposizione ai diritti Lgbt+. "Non posso permettere che entrino al governo coloro che negano la violenza di genere... coloro che disumanizzano gli immigrati e coloro che sventolano uno striscione che getta la bandiera Lgbt+ nel cestino", aveva detto Guardiola prima di abbracciare la realpolitik.

In altre due comunità Vox ha permesso ai popolari di governare grazie all'appoggio esterno, ma questo appoggio non è mai arrivato senza condizioni. Ad Aragona oltre alla presidenza dell'Assemblea Vox ha strappato un patto in 110 punti, nonché la formazione di una commissione deputata al monitoraggio dell'adempimento dei patti. Appoggio esterno anche nelle Baleari, dove Vox ha ottenuto la presidenza del Parlamento per il controverso deputato di Vox Gabriel Le Senne, famoso per le sue idee negazioniste sull'esistenza della violenza maschile ("le donne sono più bellicose perché non hanno il pene", disse una volta) contro la comunità Lgbt+ e il cambiamento climatico, nonché per essere sostenitore della teoria cospirativa della grande sostituzione, secondo la quale c'è un'operazione globalista per sostituire gli europei bianchi e cattolici con gli africani musulmani.

Ovunque vada al potere con i popolari o assicuri il suo appoggio esterno, Vox è sempre determinante nella stesura dei programmi di governo e chiede posti chiave. E quando non ottiene quello che vuole non si fa problemi a puntare i piedi e a far saltare il tavolo. Nella regione di Murcia un muro contro muro all'interno della maggioranza formata dal Pp e da Vox ha portato a uno stallo politico che sta bloccando i lavori da settimane. La rottura s'è consumata dopo che il Pp ha rifiutato la richiesta di Vox di avere la vicepresidenza e due assessorati, in cambio del suo appoggio. Il Partito Popolare, è costretto a fare buon viso a cattivo gioco e, nonostante non dica apertamente di essere pronto a governare la nazione con Vox, ha comunque abbassato i toni contro l'estrema destra. Il leader dei popolari Feijóo si astiene da critiche dirette a Santiago Abascal o alle sue posizioni, e lancia piuttosto appelli al "voto utile". Ma il momento in cui dovrà uscire dall'ambiguità e affrontare a viso aperto la necessità di un'alleanza con l'ingombrate alleato, potrebbe arrivare molto presto. 

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