Il peggiore alleato di Salvini in Europa? Berlusconi. Il migliore? Di Maio

Uno studio del think tank Vote Watch ha messo a confronto i voti dei deputati italiani al Parlamento Ue. Scoprendo che il partito più vicino alla Lega è il M5s, mentre il più distante è Forza Italia. Per il Cavaliere, invece, pochi dubbi su chi scegliere come ipotetico partner di governo a Bruxelles e Strasburgo: il Pd di Renzi 

ANSA/ UFFICIO STAMPA

Lo chiamano il “puzzle elettorale” italiano: quattro partiti politici principali, due coalizioni (pre)elettorali e varie ipotesi di governo (o di ritorno alle urne) per il dopo 4 marzo. E cosi', per provare a capirci qualcosa, gli analisti di Vote Watch, autorevole think tank di Bruxelles, hanno pensato bene di vedere come gli eurodeputati di Lega, Forza Italia, Partito democratico e Movimento 5 Stelle hanno votato in questi anni al Parlamento europeo. Scoprendo che, dalle questioni economiche a quelle ambientali, passando per la politica estera, i due partiti che mostrano le maggiori divergenze di opinioni sono proprio quelli che i sondaggi danno, in coalizione, come più vicini alla maggioranza: il Carroccio di Matteo Salvini e gli azzurri di Silvio Berlusconi. Ma anche che le maggiori affinità politiche, almeno a Strasburgo, le hanno il Pd di Renzi e Forza Italia. 

Salvini e Berlusconi: la difficile maggioranza

I dati di Vote Watch sono chiari: solo il 36% delle volte, gli eurodeputati forzisti hanno votato come quelli del Carroccio. Paradossalmente, il partito di Berlusconi ha votato più frequentemente a fianco dell'estrema sinistra (41%) e del Movimento 5 Stelle (41%) rispetto al suo partner di coalizione. Guardando i voti al Parlamento europeo, scrive Vote Watch, “è difficile trovare molti punti di convergenza tra i due partner”: Forza Italia e la Lega hanno mostrato forti disaccordi sull'Eurozona, sul commercio internazionale e sulla regolamentazione del mercato interno, mentre si sono accordate di più su questioni relative alla giustizia e agli affari interni, compresa la politica migratoria (49%), nonché su occupazione e affari sociali (46%). “Tuttavia, anche quando si tratta di queste due aree politiche, i parlamentari europei di Forza Italia hanno concordato più con le posizioni del partito di Renzi che con quelle della Lega Nord”, spiega il think tank. 

Il migliore alleato della Lega

Dal canto suo, la pattuglia di europarlamentari del Carroccio ha mostrato maggiori affinità con il Movimento 5 Stelle, anche se non si puo' parlare di vera e propria convergenza: i due partiti si sono ritrovati dalla stessa parte durante le discussioni sul bilancio dell'Ue (63% dei voti), la politica economica e monetaria (68%) e il commercio internazionale (60%). Sia il M5s che la Lega “si sono opposti all'accordo commerciale dell'Ue con il Canada (CETA) e ai negoziati sul TTIP”, fa notare Vote Watch. “Tuttavia, sembrano avere opinioni diverse su come dovrebbe essere l'Ue: il M5s è favorevole al rafforzamento di istituzioni” comunitarie come il Parlamento di Strasburgo e “ha sostenuto l'introduzione di liste transnazionali” per le prossime elezioni europee. La Lega, invece, “ha una visione nazionalista”. Stessa distanza sulla politica ambientale: i parlamentari 5 stelle hanno sostenuto “una politica energetica più ecologica a livello Ue (ad esempio, obiettivi più elevati per le energie rinnovabili), mentre la Lega è fortemente conservatrice in materia ambientale”, scrive il think tank. 

La Grosse koalition italiana

I voti al Parlamento Ue lo mostrano chiaramente: i due grandi partiti italiani che a Strasburgo hanno le maggiori affinità politiche sono Forza Italia e Pd. Berlusconiani e renziani hanno votato allo stesso modo nel 74% dei voti a Strasburgo: sugli affari economici il tasso di accordo è del 75%, sul commercio internazionale del 76% e sul bilancio dell'Ue arriva all'89%. Gli eurodeputati forzisti e dem hanno espresso comune “sostegno all'introduzione di una capacità di bilancio per l'Eurozona, nonché alla prosecuzione dei negoziati sul TTIP”. Le divergenze maggiori tra i due partiti si riscontrano sugli ogm (Pd contro l'immissione sul mercato, “mentre i deputati di Forza Italia si oppongono solo quando sono in gioco gli interessi dei produttori italiani”), su “energie rinnovabili, efficienza energetica e riduzione delle emissioni”, ma anche migranti e politica sociale. 

Quei “compagni” dei 5 Stelle

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In Europa, il M5s vota come l'estrema sinistra: dalle questioni ambientali agli accordi commerciali, gli eurodeputati del partito di Luigi Di Maio hanno votato nel 74% dei casi come gli eurodeputati della Gue, il gruppo politico a cui in Italia fanno riferimento una parte di Liberi e Uguali e Potere al Popolo.  “In particolare, il Movimento 5 stelle – scrive Vote Watch - ha forti opinioni di sinistra in materia di occupazione e affari sociali (84%), ambiente (86%), giustizia e affari interni (77%), nonché commercio internazionale (72%)”. Da notare, poi, come i partiti di Renzi e Di Maio abbiano votato allo stesso modo nel 58% dei casi, mentre le convergenze con Lega (50%) e Forza Italia (41%) sono più basse. 

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