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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Il voto

Macron confermato presidente di una Francia divisa

Il capo dell'Eliseo vince nuovamente contro Le Pen, ma stavolta con un margine ridotto rispetto al 2017: "Rispondere alla rabbia del Paese"

Emmanuel Macron sarà ancora il presidente della Repubblica francese per altri 5 anni. Il capo dell'Eliseo uscente ha ottenuto il 58% dei voti, bissando il successo di 5 anni fa ottenuto sempre al ballottaggio e sempre contro la leader di destra Marine Le Pen. Ma a dispetto di allora, il suo margine di vantaggio si è ridotto. Un risultato che, unito a quello disastroso dei partiti alleati dell'attuale maggioranza, e all'alta astensione (che per poco non ha superato il record assoluto delle elezioni del 1969), proietta già il pensiero di Macron (e della stessa Le Pen) alle legislative di giugno.  

Lo si è capito dal discorso che il presidente, affiancato dalla moglie e da alcuni bambini, figli membri del suo staff, ha fatto al Campo di Marte, a Parigi: la nona sinfonia di Beethoven, inno dell'Unione europea, come sottofondo. La torre Eiffel sullo sfondo. Una scena simile a quella del 2017, ma senza l'entusiamo di allora. "So cosa vi devo", ha esordito Macron rivolgendosi ai fan. "Dopo 5 anni di trasformazione, di ore felici e difficili, di crisi straordinarie, oggi, 24 aprile, una maggioranza di noi ha scelto di darmi la fiducia per essere presidente del nostro Paese per i prossimi 5 anni". Poi ha osservato: "So che molti nostri concittadini hanno votato oggi per me, non per sostenere le mie idee, ma per fermare quelle dell'estrema destra. Voglio ringraziarli. Questo voto mi obbliga per gli anni a venire".

Macron ha aggiunto che il silenzio degli astenuti "è l'espressione di un rifiuto di scegliere al quale noi dobbiamo dare una risposta". Macron si è poi rivolto agli elettori di Le Pen, "perché adesso sono il presidente di tutti": "So che numerosi nostri concittadini hanno scelto oggi l'estrema destra e la rabbia e i disaccordi che li hanno portati a scegliere questo progetto devono anche avere una risposta. Ne assumo la responsabilità"

Parole, quelle su sinistra e Le Pen, che lanciano già la corsa verso le urne di giugno, quando le elezioni legislative potrebbero lasciare Macron senza una maggioranza in Parlamento. Gli occhi sono puntati sul leader della France Insoumis, Jean-Luc Mélenchon, che dopo aver invitato i suoi elettori a non votare per Le Pen, ha messo nel mirino la poltrona di primo ministro (concetto ribadito anche in queste ore).

Ma anche la stessa leader del Rassemblement national potrebbe trovare una rivalsa nei collegi parlamentari, tanto più vista la storica débacle del partito di centrodestra, Les Républicains, la cui candidata Valérie Pécresse si è fermata a un misero 5% al primo turno. Tra gli analisti, c'è chi sottolinea anche una possibile congiuntura tra sinistra radicale e destra intorno ad alcune battaglie, come la riforma delle pensioni annunciata da Macron, che intende innalzare l'età pensionabile. Una proposta contestata da Le Pen, come da Mélenchon.    

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