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Lunedì, 27 Giugno 2022
Le presidenziali / Francia

Una Francia indecisa va alle urne: si prospetta un testa a testa tra Macron e Le Pen

Secondo i sondaggi si potrebbe ripetere il ballottaggio del 2017. Il presidente uscente attacca la sua rivale, definendo il suo programma “razzista”, lei promette di "di riavvicinare la Russia all'Europa"

Domani i francesi saranno chiamati a decidere chi sarà il prossimo inquilino dell'Eliseo. Il risultato, secondo i sondaggi, al momento resta incerto, ma come nelle scorse elezioni i due candidati considerati quelli che più probabilmente finiranno al ballottaggio sono il presidente uscente, Emmanuel Macron, e la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen.

In caso di ripetizione di questo duello, cinque sondaggi di ieri hanno dato una vittoria molto stretta al secondo turno, previsto per il 24 aprile, al presidente uscente dato con punteggi dal 51 al 54%. L'incertezza resta comunque forte soprattutto perché, avverte il politologo Pascal Perrineau, "è la prima elezione che ha raggiunto un tale tasso di indecisi, di persone che hanno cambiato opinione, si tratta di un francese su due" . E come nel 2017 non si può del tutto escludere una sorpresa Jean-Luc Mélenchon, con il leader del partito della sinistra radicale La France Insoumise, dato in terza posizione e in crescita nei consensi. A 'vincere' al primo turno potrebbe però essere l'astensionismo, visto che ben il 27,4% dei cittadini potrebbe scegliere di non andare alle urne. Un tasso di astensione calcolato dall'istituto Odoxa per Le Figaro vicino al livello più alto mai registrato nelle precedenti elezioni presidenziali, il 28,4% del 2002.

In testa nei sondaggi ma in calo con il 26,5 per cento dei consensi, intervenendo a Rtl Macron ha attaccato la sua principale avversaria Le Pen. "Il suo rimane un programma razzista, di grande brutalità e pieno di falsità dal punto di vista sociale", ha detto il capo dell'Eliseo, che è stato fortemente criticato per la sua sostanziale assenza da una campagna elettorale comunque anomala, dove il dibattito politico è stato relegato in secondo piano prima a causa dell'emergenza Covid, per poi essere travolto e dominato dalla guerra in Ucraina. Macron ha riconosciuto di "essere sceso in campo più tardi di quanto voluto", specificando tuttavia che questo non gli ha impedito "di andare a convincere i francesi in ogni momento libero, che fosse mattina, pomeriggio o sera".

La leader del Rassemblement National, che tallona il candidato presidente con il 24 per cento nelle previsioni, gli ha risposto sfidandolo a trovare nel suo programma "una sola proposta che discrimini i francesi a causa della loro origine, della loro religione o del colore della loro pelle"; mentre, parlando della guerra in Ucraina, ha ribadito il desiderio "di riavvicinare la Russia all'Europa" e la sua contrarietà all'embargo sul petrolio e il gas russo. L'altro candidato di estrema destra, Eric Zemmour, che al momento non sembra in grado di attuare lo sperato sorpasso a Le Pen, rivolgendosi principalmente ai giovani li ha invitati a “ribellarsi” a Macron, sostenendo che negli ultimi anni "ai ragazzi e alle ragazze è stata rubata la libertà".

Melenchon ha potuto invece gioire perché a soli due giorni dalle elezioni ha incassato il sostegno dell'ex ministra della Giustizia, Christiane Taubira, che è stata candidata a sua volta ma ha scelto poi di ritirarsi dalla competizione. Adesso ha chiesto ai suoi sostenitori di votare per il candidato de La France Insoumise per "sbarrare la strada all'estrema destra". "L'idea dell'estrema destra al potere è sembrata a lungo un'ipotesi stravagante. Adesso questa prospettiva è diventata più plausibile. E questo scenario è un rischio che non possiamo permetterci di correre", ha detto riferendosi alla crescita dei consensi per Le Pen. Melenchon ha ringraziato attraverso un tweet per le parole e per l'appello "a costruire un secondo turno degno della storia francese".

Non sembra avere speranze di arrivare al secondo turno la candidata dei Republicains Valerie Pecresse, data in quinta posizione con meno del 10 per cento nelle intenzioni di voto. Né tanto meno la sindaca socialista di Parigi Anne Hidalgo, che sembra destinata a un tonfo elettorale che potrebbe far registrare il record negativo di preferenze nella storia del suo partito. "Votate in tutta libertà e con il vostro cuore, non lasciatevi influenzare da nessuno", ha detto Hidalgo.

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