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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Elezioni europee / Paesi Bassi

Così l'olandese Wilders rilancia la destra europea (e Salvini)

Politiche razziste anti immigrati, euroscettiche e negazioniste del cambiamento climatico: così il leader del Partito della libertà ha trionfato alle urne: il segnale di un malcontento che non si ferma ai confini dei Paesi Bassi. E i conservatori esultano

La vittoria di Geert Wilders in Olanda ha dato una ventata di fiducia alla destra europea, con le formazioni conservatrici dell'Unione che sentono che il vento sta cambiando nel blocco e sperano in una crescita nei consensi alle prossime elezioni europee di giugno 2024. Il Partito della libertà (Pvv), che a Bruxelles e Strasburgo siede nei banchi di Identità e Democrazia (Id) insieme alla Lega di Matteo Salvini, ha ottenuto di gran lunga il maggior numero dei seggi nel Parlamento dei Paesi Bassi. Con ben 37 seggi su 150 ha raddoppiato la sua presenza in Aula, seguito da un'alleanza di sinistra tra laburisti e verdi guidata dall'ex responsabile Ue per il clima, Frans Timmermans (25 deputati), dal partito liberale Vvd del premier uscente Mark Rutte (23) e dal nuovo partito centrista Nuovo Contratto Sociale (con 20 seggi).

Il Pvv ha ottenuto i risultati migliori fuori dalle città, ma ha vinto di poco anche nei centri operai di Rotterdam e L'Aia, rubando voti dal Vvd, guidato adesso dalla ministra della Giustizia, Dilan Yesilgoz. Il 60enne Wilders - che è deputato dal 1998 e vive sotto protezione della polizia per le sue posizioni anti islamiche - ha promesso di frenare lo "tsunami dell'asilo" e ha assicurato che "gli olandesi riavranno il loro Paese". Nel suo programma c'è anche un referendum per l'uscita dall'Unione europea e l'addio a tutta una serie di politiche ambientali.

Ora il leader di estrema destra avrà la possibilità di provare a costruire una coalizione di governo, ma non sarà facile. Le organizzazioni musulmane si sono dette preoccupate per il trattamento riservato loro da un eventuale esecutivo Wilders, mentre i gruppi ambientalisti, tra cui Greenpeace, temono che verranno stralciate le politiche ambientali. Wilders non può governare da solo e dovrà convincere almeno due o tre partiti a unirsi a lui: un'impresa che molto difficilmente gli riuscirà e le trattative saranno lunghe e complesse. Se fallirà la palla passerà a Timmermans. Gli olandesi non sono nuovi a lunghe trattative per costruire una coalizione. Prima di arrivare a formare l'ultimo governo Rutte ci sono voluti 299 giorni, un record.

Ma che Wilders vada al governo o meno, la destra europea ha comunque esultato per un risultato che è interpretato con il frutto di un malcontento della popolazione che non si ferma ai confini dei paesi Bassi. "Una nuova Europa è possibile", ha scritto mercoledì sera sui social Matteo Salvini. Marine Le Pen, leader del Rassemblement National francese, ha dichiarato di essere "felice" del trionfo di Wilders, che dimostrerebbe "che sempre più Paesi all'interno dell'Unione europea contestano il suo funzionamento". "Tutta l'Europa vuole una svolta politica!", ha esultato Alice Weidel, leader del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD). "Bravo, Geert", ha scritto Harald Vilimsky, del partito austriaco di estrema destra Libertà (Fpö), in un post che mostra una foto dei leader del gruppo Id al Parlamento europeo. "Orgoglioso dei miei amici politici e della nostra alleanza", ha detto Vilimsky.

Il belga Tom Van Grieken, leader del fiammingo Vlaams Belang, altro membro di Id, ha dichiarato che i risultati indicano che la gente "desidera un vero cambiamento". "Partiti come il nostro stanno arrivando in tutta Europa!", ha assicurato. "Sempre più europei chiedono nelle strade e alle urne di difendere le loro nazioni, i loro confini e i loro diritti", ha dichiarato Santiago Abascal, leader del partito spagnolo di estrema destra Vox, alleato in Europa con Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. E Wilders ha ricevuto anche le congratulazioni anche di un 'pezzo grosso', il primo ministro ungherese Viktor Orbán, con cui condivide l'opposizione al sostegno dell'Ue all'Ucraina. "I venti del cambiamento sono qui!" ha scritto Orbán su X, in riferimento a una canzone del gruppo rock tedesco occidentale Scorpions, pubblicata poco dopo la caduta del Muro di Berlino.

E che il vento stia cambiando sembrano affermarlo anche i sondaggi. Diversi rilevamenti per le elezioni europee del prossimo anno prevedono forti aumenti per i partiti di estrema destra e perdite per i Verdi e Socialisti, ma anche per il centrodestra. Secondo il politologo Stijn van Kessel, dell'Università Queen Mary di Londra, queste elezioni potrebbero fungere da "campanello d'allarme per i sentimenti dell'Europa occidentale in generale". Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, ha sostenuto che la vittoria di Wilders è il risultato di "molte preoccupazioni e paure" che si sono accumulate in Europa negli ultimi anni e che stanno alimentando l'ascesa dei partiti di estrema destra in tutto il continente.

Meloni è salita al potere in Italia lo scorso anno, il Rassemblement National di Le Pen è arrivato secondo alle presidenziali francesi del 2022, in Polonia i conservatori di Diritto e Giustizia (Pis), non sono tornati al governo, ma sono comunque arrivati primi con il 35,3 per cento dei voti. In Germania il partito Alternativa per la Germania è attualmente al secondo posto nei sondaggi mentre in Belgio, dove si voterà a giugno in concomitanza con le europee, il primo partito potrebbe essere il Vlaams Belang. Quello olandese sembra davvero non essere un caso isolato.

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