Elettronica, Bruxelles contro gli apparecchi che ‘muoiono’: “Garantiremo diritto di riparare”

Smartphone e device elettronici da buttare al primo guasto. La Commissione Ue decide di intervenire in difesa dell’ambiente e dei diritti dei consumatori. Giro di vite anche su comparto tessile, imballaggi, plastica, edilizia e batterie

Batterie non sostituibili, apparecchi che non si possono smontare, pezzi di ricambio non reperibili sul mercato. La ‘vita’ dei device, o terminali, elettronici connessi a internet quali computer, tablet, smartphone, navigatori satellitari e via dicendo deve oggi fare i conti con l’obsolescenza programmata. Si tratta della chiara strategia industriale finalizzata a mantenere quote di mercato nel corso degli anni, ‘costringendo’ i consumatori a rimpiazzare l’apparecchio comprato qualche anno prima con un nuovo modello. Una pratica ritenuta dalla Commissione europea non solo dannosa per l’ambiente, che deve fare i conti con i rifiuti di tale strategia, ma anche lesiva dei consumatori, titolari del “diritto di riparare” i prodotti elettronici. 

Verso l'economia circolare

È quanto ha affermato oggi la Commissione europea nel nuovo piano d’azione per l’economia circolare. Il documento mira a rendere l’economia Ue più adatta per un futuro ecosostenibile, rafforzando la competitività delle imprese e, al tempo stesso, proteggendo l’ambiente e riconoscendo nuovi diritti ai consumatori. In questo contesto, l’esecutivo Ue si impegna a rafforzare la riparabilità dei prodotti, con l’obiettivo di arrivare a un "diritto alla riparazione" nelle regole Ue in materia di garanzie per i consumatori entro il 2021. Spiegando tale ‘diritto’ ai giornalisti, il commissario per l'Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevicius, sottolinea che “senza avere la possibilità di riparare il proprio telefono, la gente è costretta a buttarlo via non appena si raggiunge l’obsolescenza programmata” da chi l’ha prodotto. “Il nostro obiettivo è quello di incrementare la durata dei prodotti, ma anche fare in modo che siano riparabili”.

Risorse da mantenere e materiali da riutilizzare

Obiettivo principale del piano d'azione è quello di ridurre l’impatto del consumo di risorse all’interno dell’Ue e raddoppiare il tasso di utilizzo circolare dei materiali nel prossimo decennio. “L'applicazione di ambiziose misure di economia circolare in Europa - si legge nel piano - può aumentare il Pil dell'Ue di un ulteriore 0,5% entro il 2030 e creare circa 700mila nuovi posti di lavoro”.

Transizione verde anche nel settore tessile

“Abbiamo un solo pianeta Terra - sottolinea il commissario 29enne Sinkevicius - eppure entro il 2050 consumeremo come se ne avessimo tre”. “Il nuovo piano - prosegue - metterà la circolarità al centro e accelererà la transizione verde della nostra economia”. Tra i piani di Bruxelles c’è anche quello di migliorare la sostenibilità del settore tessile, “il quarto per consumi di materie prime e risorse idriche” e “il quinto per emissioni di gas serra”. La Commissione intente, infatti, rafforzare il mercato dei prodotti tessili sostenibili e a uso circolare, incluso il mercato del riutilizzo. Verranno inoltre fornite nuove indicazioni circa la raccolta differenziata dei rifiuti tessili, che gli Stati membri dovranno garantire entro il 2025.

Più plastica riciclata in imballaggi e veicoli

Per quanto concerne la plastica, l’esecutivo Ue conferma il proprio impegno ad aumentare la percentuale di materiale riciclato. Si va verso l’introduzione di requisiti obbligatori sul contenuto riciclato nel settore degli imballaggi, dei materiali da costruzione e dei veicoli. Capitolo a parte è dedicato alle microplastiche, sulle quali la Commissione intende intervenire anche con riferimento al rilascio involontario, sviluppando e armonizzando ulteriormente i metodi di misurazione e prendendo in considerazione le misure per aumentare la cattura di microplastiche nelle acque reflue.

Novità per l'edilizia

“Il settore dell'edilizia consuma circa il 50% di tutto il materiale estratto ed è responsabile di oltre il 35% della produzione totale di rifiuti dell’Unione”, prosegue la comunicazione dell’esecutivo Ue. Per limitare l’impatto ambientale di tale settore, la Commissione adotterà una nuova strategia globale per l’edilizia sostenibile per promuovere i principi di circolarità durante l'intero ciclo di vita degli edifici. 

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Ciclo delle batterie 

La Commissione proporrà, infine, un nuovo quadro normativo per le batterie, che comprenderà misure per migliorare le percentuali di raccolta e di riciclaggio e, al tempo stesso, garantire il recupero di materiali. Bruxelles promette quindi la revisione delle norme sui veicoli fuori uso al fine di migliorare l'efficienza della filiera, nonché altre norme per affrontare il trattamento sostenibile degli oli usati.

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