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I genitori di Giulio Regeni al Senato / ANSA/MASSIMO PERCOSSI

I genitori di Giulio Regeni al Senato / ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Egitto partner Ue, sinistra e M5s a Strasburgo dicono no: “Verità su Regeni e violazioni diritti umani”

Decine di eurodeputati contro il rinnovo dell'accordo con il Cairo: "Continuare a considerarlo solo per bloccare i migranti è un crimine che la storia non ci perdonerà”    

Il caso Regeni. Le quotidiane violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini. E poi gli arresti, le torture e i processi sommari contro la comunità Lgbtq. Per tutte queste ragioni, la sinistra europea e il M5s si schierano contro la decisione dell'Ue di rinnovare la partnership con l'Egitto per il periodo 2017-2020.
Per la Commissione europea, l'Egitto è un “partner fondamentale nella regione”, per il  “supporto alle riforme strutturali ed economiche, contro terrorismo e immigrazione illegale, per i conflitti nel Medio oriente e la difesa dei diritti umani e dello stato di diritto nel paese”. 

Le violazioni dei diritti fondamentali

Proprio sulla questione dei diritti, pero', è arrivato l'altolà di decine di eurodeputati, in gran parte dai gruppi della sinistra del Parlamento europeo, ma anche da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. “Quale partnership può esserci con un paese che calpesta quotidianamente i diritti fondamentali e senza verità sulle torture e sulla barbara uccisione del giovane ricercatore europeo Giulio Regeni?”, ha chiesto provocatoriamente l’europarlamentare Elly Schlein (Possibile/S&D). “È scandalosa - continua Schlein - la mancanza di solidarietà da parte degli altri paesi europei, che hanno continuato tranquillamente a commerciare anche armi con l’Egitto e ora cercano la sua collaborazione per l’ossessione di bloccare i flussi migratori”.
Fabio Massimo Castaldo (M5s-Efdd) ha ricordato il recente caso dell’arresto del legale egiziano della famiglia Regeni e l’ancora irrisolta morte di Giulio, “morte sulla quale non possiamo chiudere gli occhi e non possiamo esserne complici”.
Dura anche Eleonora Forenza (L’Altra Europa-GUE), che ha avvertito la Commissione che “continuare a considerare l’Egitto solo per bloccare i migranti è un crimine che la storia non perdonerà all’Unione europea”. Forenza e altri deputati di diversi schieramenti hanno denunciato anche il giro di vite contro la comunità Lgbtq: arresti, torture e processi sommari.

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