Giovedì, 21 Ottobre 2021
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I contagi non contano più: l'Ue vuole usare la quota di vaccinati per stabilire le regioni rosse

L'Ecdc propone di considerare il tasso d'immunizzazione da Covid-19 come parametro per valutare le restrizioni agli spostamenti

Per viaggiare tra gli Stati e le regioni europee presto non verrà più preso in considerarione il numero di contagi, ma i tassi di vaccinazione. È quanto propone il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che sta considerando di modificare i parametri in base ai quali elabora ogni settimana la mappa della situazione epidemiologica delle regioni Ue. Una mappa che diversi Paesi membri utilizzano per decidere le eventuali restrizioni agli spostamente dei suoi cittadini.

Più vaccinati, meno restrizioni

Come è noto, la mappa divide le diverse aree dell'Unione in 4 colori (verde, giallo, rosso e rosso scuro) in base a una serie di parametri, tra cui il rapporto tra contagi da Covid-19 e la popolazione. Come riporta Euractiv, l’agenzia europea per la salute ha avanzato una proposta su alcune modifiche alle regole che governano la gestione dell’emergenza Covid-19 ai margini di un incontro tra esperti che si erano riuniti per definire delle linee guida in base alle quali allentare progressivamente le restrizioni sui viaggi intra-europei. Il criterio cardine attorno cui modulare le regole è stato individuato nel tasso di vaccinazione: quanto più alta è la percentuale di vaccinati sulla popolazione in una determinata zona, tanto più semplice sarà spostarsi da e verso quell’area. Al momento secondo il monitoraggio delle inoculazioni nell’Ue dell'ente oltre il 74 per cento degli europei è completamente immunizzato, mentre l’80 per cento ha ricevuto almeno una dose. 

L’Europa semaforo

Attualmente, come dicevamo, il sistema di classificazione delle regioni Ue si basa su un parametro diverso: la percentuale di contagi sulla popolazione. Sulla base di questa, l’Ecdc ci ha abituati alle cosiddette “cartine semaforo” dell’Europa, con le regioni colorate in verde, giallo o arancione/rosso a seconda del numero di casi ogni 100mila abitanti. Ma sembra che questo sistema avesse diverse criticità: ad esempio, la disomogeneità dei metodi di testing nei vari paesi, che rendono più complesse le comparazioni statistiche. D’altro canto, visto che ad alti tassi di vaccinazione corrispondono percentuali molto basse di ospedalizzazioni, c’è la necessità di considerare l’oggettiva scarsa pericolosità delle aree capillarmente immunizzate al momento di valutare restrizioni agli spostamenti. Sul cambiamento però l’Ecdc non ha ancora preso una decisione definitiva.

Incentivo alla vaccinazione

Che si tratti di un modo, seppur indiretto, per spronare gli Stati membri ad accelerare con la campagna vaccinale è fuori di dubbio, anche se l’Ecdc ha un ruolo puramente consultivo e qualunque decisione in tal merito spetta alla Commissione. Ma è chiaro che il divario tra i Paesi Ue in termini di immunizzazione, specialmente lungo l’asse est-ovest, preoccupa molti a Bruxelles. Se in Portogallo sono vaccinati nove cittadini su dieci, la percentuale crolla verticalmente in Paesi come la Bulgaria e la Romania, dove si attesta al 24 e 35 per cento rispettivamente (dati Ecdc).

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