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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Allerta nei cieli

Gli aerei che volano in Russia a corto di ricambi. Easa: "Situazione molto pericolosa"

In seguito alle sanzioni occidentali, si è interrotta la catena di approvvigionamento. L'agenzia Ue: "Aiutare i vettori russi per ragioni umanitarie"

L'Easa, l'agenzia per la sicurezza aerea dell'Unione europea, si è detta "molto preoccupata" per le condizioni degli aerei di fabbricazione occidentale che continuano a volare in Russia senza avere accesso a pezzi di ricambio e a una manutenzione adeguata in seguito alle sanzioni imposte da Usa e Ue.

La situazione "è molto pericolosa", ha detto ai giornalisti Patrick Ky, direttore esecutivo dell'Easa: le autorità di regolamentazione occidentali non dispongono di buoni dati su molti degli aerei che volano in Russia e laddove ce ne sono, hanno riscontrato problemi di sicurezza negli ultimi mesi. Problemi dovuti principalmente alla mancanza di accesso dei vettori di Mosca ai pezzi di ricambio di Boeing e Airbus, i due principali costruttori mondiali di aerei.

La Russia ha approvato una legge che obbliga le aziende che utilizzano aerei noleggiati da imprese di Paesi che hanno sanzionato Mosca a registrarli sotto bandiera russa. Un provvedimento che a metà marzo aveva già portato alla “nazionalizzazione” unilaterale di quasi 500 aerei di Paesi occidentali per un valore complessivo stimato in oltre 10 miliardi di dollari. Questo "scippo" potrebbe aiutare l'industria aeronautica russa a far fronte alle carenze nella catena di approvvigionamento di pezzi di ricambio. Ma per Ky la riserva potrà posticipare solo di qualche mese i problemi e si è detto favorevole a eventuali esenzioni che consentano a Mosca di mettere in sicurezza i suoi aerei civili. "Motivi umanitari" dovrebbero guidare questa scelta, ha spiegato il direttore dell'Easa.

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