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Nuove regole europee sui droni: non servirà l'autorizzazione per i più leggeri

Le norme comunitarie sostituiranno le leggi nazionali. Ogni Paese potrà definire le sue no-fly zone, ma non sarà necessario il permesso preventivo per i velivoli sotto i 25 chili

Le leggi nazionali approvate negli ultimi anni per regolamentare l’attività dei velivoli senza pilota, ormai famosi come droni, verranno presto archiviate per far spazio alle norme unitarie decise a Bruxelles. Annunciate dalla commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc, le nuove regole introdurranno l’obbligo di registrazione dei mezzi comandati a distanza presso le autorità nazionali entro il 2020. Ma i droni sotto i 25 kg non saranno soggetti a tale autorizzazione, a patto che rispettino una serie di regole.

Una di queste impone a chi guida il drone a distanza di mantenerlo lontano dalle persone, non farlo volare oltre la propria visibilità a occhio nudo e, comunque, mantenere il mezzo entro l’altezza massima di 120 metri. Dovrà rispettare queste regole sia chi usa i droni per motivi professionali che per divertimento. 

Gli Stati membri potranno definire le cosiddette “no-fly zone”, all’interno delle quali, attraverso sistemi di geo-localizzazione satellitare, i droni non saranno autorizzati a volare. Le zone interdette potranno includere, ad esempio, i perimetri degli aeroporti o interi centri città. La commissaria Bulc sottolinea con soddisfazione che “L'Ue disporrà delle regole più avanzate a livello mondiale, aprendo la strada a droni sicuri”, oltre a “fornire la necessaria chiarezza al settore imprenditoriale e dell’innovazione”. 

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