Dress code anche online e sfondo neutro: le nuove regole delle scuole per la didattica a distanza

In Belgio, diversi istituti stanno predisponendo dei protocolli per le lezioni via web: "Stiamo cercando di adattare i nostri regolamenti alla nuova realtà virtuale". Ma le organizzazioni degli studenti invitano a non esagerare

Studente a casa segue le lezioni di scuola con la DAD (didattica a distanza) usando il computer, Milano, 20 ottobre 2020. ANSA/MATTEO CORNER

Abiti consoni, sfondo neutro e niente chat con amici e compagni mentre il prof spiega o interroga. Sono tra le nuove regole in vigore in alcune scuole del Belgio dopo che il governo ha decretato, nel quadro del nuovo lockdown, le lezioni a distanza per l'istruzione secondaria.  

“Vogliamo che gli studenti si siedano ben vestiti a una scrivania davanti il computer, con uno sfondo neutro. Ciò che si applica a una lezione fisica dovrebbe applicarsi anche a una lezione online", spiega la direttrice di un istituto delle Fiandre, Ann Van Landuyt ai media locali. “In caso di guasto alla bicicletta, eri tenuto a informare la scuola sul fatto che farai tardi. Lo stesso capita ora se hai problemi con il wifi, avvisa anche la scuola. Non entri a metà lezione o ti disconnetti, non lo fai nemmeno in classe. Ti chiediamo inoltre di non chattare durante le lezioni. Quindi cerchiamo di adattare i nostri regolamenti alla nuova realtà virtuale", ha scritto in un messaggio ai suoi studenti, Eric Van Huffelen, direttore del Sint-Jan Berchmanscollege di Westmalle.

La decisione di adottare nuove regole è arrivata in seguito all'esperienza del primo lockdown. "La maggior parte degli studenti ha seguito le lezioni online con lo stesso impegno dimostrato durante quelle offline. Ma ci sono anche coloro che hanno usato le lezioni virtuali per ignorare le regole della scuola", ha detto Van Huffelen. "Indossare il pigiama è una cosa, posso pure capirlo, ma alcuni di loro sono ancora a letto quando cominciano le lezioni e questo non va bene".

Le associazioni degli studenti non sono pienamente d'accordo con questo approccio: "La reazione dei direttori è comprensibile, ma speriamo non si vada troppo oltre. La presenza e l'attenzione dell'allievo ci sembrano più importanti. Non tutti gli alunni hanno una scrivania, a volte il letto è l'unico posto dove si siedono tranquillamente”, dice il presidente di una di queste associazioni, Louis Notte.

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