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Sabato, 13 Aprile 2024
A Strasburgo

Draghi: "Vogliamo l'Ucraina nell'Ue". Ma l'Aula è quasi vuota

Timida accoglienza del Parlamento europeo al presidente del Consiglio, invitato a Strasburgo per un dibattito con i deputati

Non è stata l'accoglienza più calorosa possibile quella riservata a Mario Draghi dall'Aula di Strasburgo. Durante il discorso del presidente del Consiglio italiano, la gran parte dei banchi del Parlamento europeo erano vuoti. Una pratica in realtà piuttosto comune, non è raro che durante la Plenaria siano pochi i deputati che siedono nei banchi dell'Assemblea sia durante i dibattiti interni, sia quando ci sono ospiti, più o meno autorevoli. E non è solo per pigrizia o assenteismo, spesso le sedute dei dibattiti si accavallano con altri lavori nelle commissione e nei gruppi politici, e solo le votazioni di solito vedono il pienone.

A gennaio il discorso del presidente francese Emmanuel Macron fece il 'tutto esaurito', ma era il discorso inaugurale del semestre di presidenza dell'ue, nonché una commemorazione della scomparsa di David Sassoli, le due occasioni non sono paragonabili. Fatto sta che chiaramente la presenza di Draghi non ha acceso gli entusiasmi degli eurodeputati, che non si sono presentati in massa. E anche il suo discorso è stato interrotto solo da pochi, e spesso timidi, applausi ,tranne quando ha chiesto la riforma dei trattati comunitari. Il suo intervento è stato il secondo di una serie di dibattiti a Strasburgo dal titolo "Questa è l'Europa", dopo il primo con la prima ministra estone Kaja Kallas a marzo (che pure parlò in un'Aula semivuota).

Tra i banchi a rappresentare la Commissione l'italiano Paolo Gentiloni e il vicepresidente Maros Sefcovic. Non era presente la presidente Ursula von der Leyen, che comunque non era stata invitata e la cui presenza non era prevista dal formato del dibattito. La guerra è stata ovviamente al centro del discorso del premier. “Vogliamo l'Ucraina nell'Unione europea”, ha detto Draghi, secondo cui aiutare Kiev “vuol dire soprattutto lavorare per la pace”, e in questo senso “la nostra priorità è raggiungere quanto prima un cessate il fuoco, per salvare vite e consentire quegli interventi umanitari a favore dei civili che oggi sono e restano ancora molto difficili".

A suo avviso, "una tregua darebbe anche nuovo slancio ai negoziati, che finora non hanno raggiunto i risultati sperati”. Per l'ex presidente della Bce “in guerra di aggressione non esiste equivalenza tra chi invade e chi resiste”, e l'Italia è schierata al fianco di Kiev, consapevole del fatto che “proteggere l'Ucraina vuol dire proteggere noi stessi”.

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