Doppio passaporto per altoatesini, Kurz: “Gentiloni mio amico, ne discuteremo”

Il nuovo cancelliere austriaco a Bruxelles ha assicurato che il suo governo è “filoeuropeo”. E ha ricevuto la benedizione di Tusk e Juncker. Che sulla presenza di ministri di estrema destra dice: “Non sono loro amico, ma toni non sono contro Ue”

© European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service

Allarme rientrato, almeno per ora: il nuovo governo austriaco, fortemente sbilanciato verso l'estrema destra, non è un pericolo per l'Unione europea. Anzi, è “molto filoeuropeo”. E anche l'Italia non deve preoccuparsi: “Gentiloni è un mio amico” e la questione del doppio passaporto per gli altoatesini di lingua tedesca sarà risolta in cooperazione con Roma. Parola di Sebastian Kurz, il 31enne neo cancelliere di Austria, che dopo aver condotto (e vinto) una campagna elettorale all'insegna del populismo e aver stretto un'alleanza di governo con i populisti anti-Ue del Fpo, ha deciso, dopo appena 24 ore dal suo insediamento, di volare a Bruxelles per rassicurare i leader europei sui suoi programmi.

Dell'antieuropeismo del Fpo, a quanto pare, non vi è più traccia, nonostante il Partito della libertà (questo il suo nome in italiano) abbia ottenuto ministeri chiave. Il nuovo governo austriaco "ha preso posizione in favore dell'Europa ed è ciò che conta: lavoreremo con tutti i ministri austriaci nel modo migliore possibile", ha detto il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, in conferenza stampa con Kurz. Juncker ha ricordato che la Commissione lavora già "con i partner di estrema sinistra del governo Tsipras o i partner di estrema destra in Bulgaria o Romania". Juncker ha spiegato di non essere "un amico dell'estrema destra, questo è chiaro", ma il programma della coalizione tra il Partito popolare di Kurz e l'estrema destra del Fpo "ha un tono pro-europeo molto chiaro. Sono contro ogni pregiudizio", ha detto il presidente della Commissione, promettendo di "giudicare sui fatti" l'azione del governo di Vienna. "La lettura del programma mi dà fiducia, lo condivido quasi al 100%”. 

Parole che fino a qualche giorno fa avrebbero stupito non pochi in Austria, dato che uno dei cavalli di battaglia del Fpo in campagna elettorale è stato il referendum per uscire dall'Ue. Proposito subito ritirato una volta giunto al governo.  

Un'inversione a U che l'Italia si augura possa arrivare anche sulla questione del doppio passaporto ai cittadini altoatesini di lingua tedesca e soprattutto sulla questione migranti. Sul Sud Tirolo, Kurz ha detto di voler entrare in contatto con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: "Siamo in stretta relazione con i nostri partner in Francia e in Italia. Il signor Gentiloni è stato un mio collega quando era ministro degli Esteri. E' un amico personale", ha detto Kurz al fianco di Juncker. "Sarò in contatto con lui nei prossimi giorni", ha spiegato Kurz, ribadendo che "la questione deve essere risolta" in cooperazione con l'Italia. 

Toni più pacati, rispetto al vertice Ue di nemmeno una settimana fa, anche sulla ridistribuzione dei richiedenti asilo da Italia e Grecia: al summit di Bruxelles, l'Austria si era schierata con i paesi di Visegrad, che si rifiutano di accogliere i rifugiati. Cosa che Kurz non farà, stando a quanto dichiarato ieri: “Accettiamo le decisioni sui ricollocamenti, ma penso che questi da soli non saranno la risposta che ci permetterà di risolvere la crisi migratoria. Ciò che dobbiamo fare è rendere sicura la nostra frontiera”. 

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Insomma, la tempesta per l'Europa, che si preannunciava all'orizzonte, per il momento è scampata. Juncker è ottimista: "Ci faremo un'idea del governo sulla base dei fatti, ma non vedo ragione di pensare che le promesse del governo non saranno mantenute”. Quelle del governo forse no. Ma di sicuro, alcune delle promesse fatte agli elettori da parte dei partiti della maggioranza di governo, sono state già dimenticate. 

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