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Una manifestazione di Black lives matters - foto archivio Ansa EPA/JAMES GOURLEY

Una manifestazione di Black lives matters - foto archivio Ansa EPA/JAMES GOURLEY

Dopo Floyd la Nuova Zelanda teme una 'deriva americana' e decide di non armare la polizia

Era in corso una riforma per dotare le pattuglie di armi da fuoco. Il capo delle forze dell'ordine: “Non è quello che voleva la popolazione e noi sorvegliamo le strade con il loro consenso”

La polizia in Nuova Zelanda tornerà a pattugliare le strade disarmata. Le forze dell'ordine del Paese hanno abbandonato il piano che gli ha permesso di fornire armi da fuoco alle pattuglie, piano che era stato avviato dopo l'attentato di Christchurch.

L'uccisione di George Floyd

La decisione arriva sulla scia delle proteste per l'uccisione del nero americano George Floyd da parte della polizia negli Stati Uniti, proteste che hanno attraversato il mondo intero, compresa l'isola guidato da Jacinda Ardern.

L'attentato di Christchurch

La polizia della Nuova Zelanda non è normalmente armata per le strade, ma le forze dell'ordine avevano iniziato in via sperimentale a Auckland, Waikato e Canterbury, dei pattugliamenti armati grazie a una riforma interna, non imposta dal governo, che è stata decisa a seguito della carneficina di Christchurch quando il 15 marzo 2019, un suprematista bianco australiano ha sparato a 51 musulmani in due moschee nella principale città dell'Isola del Sud.

Non è quello che vogliono i cittadini

Le pattuglie armate "non sono in linea con il tipo di polizia che i neozelandesi si aspettano", ha detto il capo delle forze dell'ordine Andrew Coster, nell'annunciare che quello degli Armed Response Teams (ARTs) resterà solo un esperimento e non continuerà. Coster ha spiegato che sebbene la polizia in Nuova Zelanda resterà disarmata, è comunque in corso una revisione del modo in cui bisogna rispondere ad attacchi come quello dello scorso anno, ma per ora si continuerà a servirsi delle pattuglie speciali che entrano in campo solo quando strettamente necessario. “Ciò che la cittadinanza sente è importante. Sorvegliamo le strade con il consenso del pubblico, e questo è un privilegio", ha detto il poliziotto.

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