Sabato, 16 Ottobre 2021
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"Le donne non sono obbligate a lavorare, devono poter fare figli": il manifesto di Orban al vertice del Family day europeo

A Budapest il premier ungherese ha riunito leader di tutto il mondo (c'è anche la Lega): contro il calo delle nascite no a Lgbt, migranti e alla sinistra "neo-marxista"

“Le donne entrano nel mondo del lavoro nel momento in cui sono più gravide". Ecco perché "vogliamo che le donne possano scegliere. Se vogliono, possono lavorare, ma non dovrebbe esserci alcun obbligo esistenziale” a farlo. "Avere figli deve tornare a essere un vantaggio economico". È uno dei passaggi chiave dell'intervento con cui il premier ungherese Victor Orban ha aperto la due giorni del Vertice demografico di Budapest, una sorta di Family day internazionale che riunice leader di tutto il mondo, dall'ex vicepresidente Usa Mike Pence all'ex ministro della Lega Lorenzo Fontana. E il cui obiettivo dichiarato è "persuadere i politici europei a non favorire l'immigrazione e non sostenere le famiglie dello stesso sesso". Considerati i mali assoluti da combattere, insieme all'aborto.

La famiglia sostenibile

Il vertice, che si chiuderà con una dichiarazione congiunta, ha come slogan "La famiglia è la chiave per la sostenibilità”, famiglia intesa come quella fondata sui "valori cristiani", possibilmente composta da occidentali, e chiaramente da partner di diverso sesso. Secondo quanto si legge sul sito del vertice, giunto aal quarta edizione, le sfide della sostenibilità ambientale (non si citano i cambiamenti climatici) devono essere affrontate mettendo al centro la famiglia. Anzi, prima viene la promozione della famiglia e poi le politiche ambientali tout court, perché "alcune ricerche hanno già dimostrato che le famiglie con bambini sono più impegnate nell'ambiente" e combattono gli sprechi con "una pianificazione e una gestione consapevoli e responsabili".

Il modello ungherese

Perché questo avvenga, Orban cita il modello ungherese, dove si spende il 4,8% del Pil per le politiche per la famiglia, con il risultato che i matrimoni sono aumentati, i divorzi calati e il trend di riduzione demografica è stato invertito. Un modello che si sta diffondendo in tutta l'Europa centrale, ha aggiunto strizzando l'occhio a Babis e Jansa, i premier di Repubblica ceca e Slovenia presenti al vertice: "Siamo vaccinati contro il virus della correttezza politica", ha ironizzato Orban. Non come il resto d'Europa e i vertici Ue, che a suo giudizio sono influenzati dal "movimento neomarxista". In che modo? "Alcune persone comprendono il problema demografico ma pensano di risolverlo con l'immigrazione. Questi pensieri non tengono conto della dimensione culturale del problema
demografico", ha spiegato. Per l'Ungheria si tratta di una questione di identità. "Puo' darsi che la forza lavoro perduta sia sostituita con persone provenienti da fuori Europa, ma senza una cultura e tradizioni comuni in Europa, la cooperazione e la coesistenza non sono possibili", ha aggiunto. 

Le donne e il lavoro

Insieme ai migranti, l'altro rischio è rappresentato dalla comunità Lgbt. Anche qui la colpa è della sinistra "che influenza i nostri bambini", ha spiegato Orban alludendo alla legge con cui l'Ungheria ha vietato qualsiasi riferimento a questioni Lgbt in libri e film rivolti ai minori."Il padre è un uomo, la madre è una donna", ha aggiunto tra gli applausi del pubblico. 

Al vertice di quest'anno, comunque, i temi della migrazione e anti-Lgbt sono passati in secondo piano rispetto al ruolo della donna. La ministra ungherese della Famiglia, Katalin Novak ha tenuto a ricordare come lei sia "moglie di suo marito da vent'anni" prima di essere ministro. Ancora più chiaro, in merito, è stato il suo premier: "Le donne sono state integrate nel mercato del lavoro, che è un enorme impulso economico", ha ammesso Orban. Ma tuttavia “le donne entrano nel mondo del lavoro nell'età in cui sono anche più gravide". Da qui la ricetta: "Avere figli deve tornare a essere un vantaggio economico", come ha fatto l'Ungheria, dove "abbiamo collegato lavoro e gravidanza. Vogliamo che le donne possano scegliere. Se vogliono, possono lavorare, ma non dovrebbe esserci alcun obbligo esistenziale a lavorare”.

L'aborto

Perché le donne facciano più figli, bisogna anche lottare contro l'aborto. Un tema condiviso da tutti i partecipanti del vertice e sottolineato in particolare dall'ex braccio destro di Donald Trump alla Casa Bianca, Mike Pence, secondo cui negli Stati Uniti, dal 1950 a oggi, ci sarebbero stati 60 milioni di aborti. Proprio rivolgendosi a Pence, Orban ha parlato della situazione politica in Occidente, in particolare della crisi della destra, che potrebbe acuirsi con le imminenti elezioni in Francia. Un riferimento che mostra il vero volto politico del vertice di Budapest: non solo un Family day con vista sull'Ue, ma anche, se non soprattutto, un laboratorio politico per la nuova destra che mira conquistare l'Europa.  

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