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Ecco i Paesi del mondo dove donne e bimbi vivono meglio. E la Polonia è più inclusiva dell’Italia

Nel mondo 2 Paesi su 3 non garantiscono una vita dignitosa alle fasce più vulnerabili. È quanto emerge dal rapporto WeWorld Index 2020, che stima un peggioramento dell'inclusione sociale negli Stati che sono già in fondo alla classifica

La pandemia ha fatto aumentare del 5% i Paesi con problemi di inclusione sociale di giovani e donne dovuti a una forte disuguaglianza di accesso all’istruzione che segna la vita delle generazioni future dalla prima infanzia. L’allarme arriva dall’edizione 2020 di WeWorld Index, il rapporto annuale che misura il livello di inclusione di donne e bambini in 172 Paesi nel mondo attraverso 34 indicatori che fanno riferimento ad ambiti fondamentali come salute, educazione, economia e società. Dall’indagine, condotta dall’organizzazione italiana WeWorld, emerge che nel mondo 2 Paesi su 3 non garantiscono una vita dignitosa alle fasce più vulnerabili. Le conseguenze, si legge in una nota, sono: più violenza, minor accesso a istruzione e cure mediche e mancanza di un ambiente sano in cui crescere sono le caratteristiche dei Paesi più a rischio.

La classifica

Nella classifica tra 172 Stati, l’Italia si colloca al 29mo posto, subito prima degli Stati Uniti. Il Belpaese rimane fuori dai 21 Paesi di prima fascia dove l’inclusione di bambini, giovani e donne viene considerata di un buon livello. L’Italia si aggiudica la sufficienza e un piazzamento nel secondo gruppo che conta una quarantina di Paesi. Seguono gli oltre 100 Stati, in prevalenza africani, asiatici e sudamericani, dove l’inclusione viene giudicata nella migliore delle ipotesi insufficiente, se non proprio inesistente e ostacolata da condizioni che accrescono l’esclusione sociale delle categorie svantaggiate. 

I migliori Paesi per donne e bambini

Del gruppo dei 21 migliori della classe fanno parte 18 Paesi del Vecchio Continente ai quali si aggiungono la Nuova Zelanda (al 5o posto), il Canada (13mo) e l’Australia (14mo). Sul gradino più alto del podio c’è la Norvegia, seguita da altri tre Paesi nordici a pari merito: Finlandia, Islanda e Svezia. Tra i migliori ci sono anche i mediterranei Francia (in 12ma posizione), Portogallo (18) e Spagna (19). A sorpresa, si piazza ben al di sopra dell’Italia anche la Polonia, al 21mo posto, nonostante le recenti proteste che hanno attraversato il Paese contro la linea del Governo ritenuta, da chi manifesta, irrispettosa dei diritti delle donne.

Cosa cambierà per colpa del Covid-19

“È probabile che a lungo termine l'impatto della pandemia sarà più forte nei Paesi in fondo alla classifica”, sostiene Marco Chiesara, presidente di WeWorld. A pagare il prezzo più alto della crisi saranno dunque “le economie a basso reddito, dove gli effetti del Covid-19, anche a fronte di un minor numero di contagi, rischiano di essere amplificati a causa delle condizioni già instabili per l'inclusione di donne e bambini”. “Il Covid-19 ha dimostrato che i sistemi educativi tradizionali non sono adeguatamente attrezzati per rispondere alla crisi e devono cambiare”, sottolinea Chiesara. Seguendo questi criteri, l’organizzazione WeWorld ha elaborato una risposta alla crisi volta a sostenere l'apprendimento dei bambini, fornendo loro anche supporto psicosociale. In Italia quasi il 70% dei giovani con cui l'organizzazione lavora nelle periferie non ha né pc o tablet né una connessione Internet a casa.

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