Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Bruxelles si rimangia l'apertura sul Recovery Fund permanente: "Sarà una tantum"

Ieri il vicepresidente della Commissione, Dombrovskis, si era detto favorevole ad estendere il piano di sostegno all’economia “se attuato bene”. Un’idea che aveva esaltato Enrico Letta. Oggi la retromarcia in un tweet (in finlandese)

Recovery permanente, anzi no. La precisazione Ue arriva a meno di 24 ore dalle parole che ipotizzavano un piano di sostegno all’economia europea illimitato nel tempo. A chiudere la porta è lo stesso esponente delle istituzioni di Bruxelles che ieri l’aveva aperta, anche se in modo ben più prudente di come successivamente riportato dalla politica italiana. Di qui una giornata di suggestioni e titoli, animati dal sogno di un forte bilancio Ue per sempre comune. Questa mattina, il risveglio. “Per la Commissione europea è chiaro che il programma Next Generation Eu” meglio noto in Italia come Recovery Fund “è uno strumento una tantum, particolare e strettamente limitato nel tempo”, ha twittato in finlandese il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.

L'apertura di ieri

Ad animare il sogno europeista erano state le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Dombrovskis durante un’audizione in Parlamento europeo. Interrogato sulla possibilità di rendere il Recovery qualcosa di più che un semplice piano di rilancio post-crisi dell’economia Ue, Dombrovskis aveva detto: “Forse una discussione sull'eventualità di rendere permanente il Recovery Fund è ora prematura” tuttavia “più la sua attuazione avrà successo, più spazio ci sarà per una discussione su uno strumento permanente di natura simile”. Parole che hanno attirato l’attenzione della politica italiana.

Il Recovery permanente

“Stamattina il vicepresidente Dombrovskis ha detto che il Pnrr” cioè il piano di ripresa e resilienza “diventerà permanente se sarà utilizzato bene”, ha sintetizzato il segretario del Partito democratico, Enrico Letta in un’intervista a Radio Immagina. “Questo ci carica di una responsabilità enorme”, ha aggiunto l’ex premier per poi ricordare che “l'Italia ha un quarto di questi soldi e, con la Spagna, siamo alla metà”. “Noi vogliamo che il Next Generation Eu diventi permanente, ma per farlo dobbiamo convincere i partner che questi soldi li spendiamo bene”, ha concluso Letta.

La chiusura

Oltre che sull’efficienza della spesa pubblica italiana, pare che i “partner” andranno convinti anche della validità di uno schema permanente di sussidi e prestiti finanziati da titoli comuni garantiti da tutti e 27 i Paesi Ue. Come ribadito stamattina da Dombrovskis, il Recovery - almeno per il momento - rappresenta “la nostra occasione per riprenderci da questa crisi eccezionale”. Niente di più, niente di meno.

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