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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Diritti Lgbt+ / Serbia

Rischio violenza, la Serbia vieta l'EuroPride. Gli organizzatori: "Scenderemo in piazza"

Ue e Consiglio d'Europa criticano la scelta di Belgrado, che teme aggressioni da parte dell'estrema destra: "Permettere lo svolgimento pacifico del corteo per combattere la discriminazione"

La comunità Lgbt+ è sul piede di guerra per il divieto imposto dalle autorità serbe di tenere a Belgrado sabato prossimo il corteo dell'Europride. La manifestazione europea dell'orgoglio omosessuale, che ra prevista come tappa finale di una settimana di eventi, era prevista nella capitale del Paese balcanico, ma il governo ha imposto uno stop sostenendo di temere possibili violenze contro i dimostranti da parte delle fazioni più estreme della destra. Il divieto non è piaciuto all'Unione europea e al Consiglio d'Europa che hanno chiesto di trovare una soluzione e permettere lo svolgimento del corteo.

"Sfileremo in corteo in ogni caso. Sfileremo, non c'è nessun modo per non farci sfilare", ha assicurato Goran Miletic, uno degli organizzatori della manifestazione, secondo cui il divieto è illegale e anticostituzionale e una violazione dei diritti umani. "È estremamente deplorevole che le autorità serbe abbiano deciso di vietare l'Europride", ha sostenuto Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, aggiungendo che "settimane di incertezza sullo svolgimento di questa marcia hanno inviato un messaggio sbagliato al pubblico e dato spazio alla retorica dell'odio e ad altre minacce contro le persone Lgbt+, anche da parte di leader religiosi".

Anche l'Ue si è detta “delusa” per il divieto e, in una nota di Peter Stano, portavoce dell'alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, ha espresso la "speranza che venga trovata una soluzione" entro sabato, affinché "la marcia si svolga in pace e sicurezza". "Dalla sua creazione 30 anni fa la manifestazione è stata una parte essenziale dell'Europride", ha osservato il portavoce, sottolineando come essa rappresenti "un'espressione pubblica della volontà di combattere la discriminazione e promuovere la parità di diritti delle persone Lgbt+".

Nel Paese purtroppo episodi di intolleranza verso gli omosessuali sono una triste realtà da anni. Nel giugno 2001, nove mesi dopo il rovesciamento del presidente Slobodan Miloševi?, Belgrado tentò di ospitare la sua prima parata del Pride. In risposta furono organizzate manifestazioni al grido di “uccidiamo i fr@*i”. Gli ultras delle maggiori squadre di calcio della città misero da parte le loro rivalità per scatenarsi insieme contro i manifestanti, aggredendo i partecipanti al corteo e scontrandosi con la polizia. Da allora purtroppo le cose non sono migliorate molto a quanto pare. Le nuove tensioni sono iniziate quando il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha annunciato il mese scorso che l'EuroPride avrebbe dovuto essere annullato, per timore che le proteste della destra potessero sfociare in scontri violenti. Vucic si è detto dispiaciuto, ma ha citato l'aggravarsi della crisi di sicurezza con il vicino Kosovo e le pressioni economiche tra le altre ragioni per rimandare l'EuroPride a "tempi più felici".

Domenica scorsa, manifestanti anti-pride, tra cui bande di motociclisti, gruppi religiosi e nazionalisti di estrema destra, hanno manifestato nella capitale a favore "del matrimonio e della famiglia", chiedendo che la parata dell'EuroPride fosse vietata. Kristine Garina, presidente lettone dell'Associazione degli organizzatori dell'European Pride, ha spiegato che gli organizzatori stanno facendo ricorso in tribunale contro il divieto ma ha sostenuto che in ogni caso sabato si terrà un raduno pubblico di qualche tipo. A Belgrado erano attese fino a 10mila persone per la parata. "Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è che il sistema legale funzioni in Serbia e che venga rispettato lo stato di diritto", ha detto.

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