L'Eurocamera contro Putin e Salvini: "Basta ingerenze e disinformazione dalla Russia"

Il Parlamento Ue approva una risoluzione in cui si condanna la propaganda e i finanziamenti di Mosca volti a "influenzare i processi decisionali negli Stati membri". E citano il caso della Lega

Le ingerenze elettorali straniere sono una minaccia per le democrazie europee e gli unici a beneficiarne sono i movimenti anti-Ue e le forze estremiste e populiste. In particolare, preoccupa il “carattere altamente pericoloso della propaganda russa”, che si basa su fake news e fondi a partiti ed esponenti politici. Come nel caso dei presunti finanziamenti di Mosca alla Lega di Matteo Salvini. A denunciarlo è il Parlamento europeo, che ha approvato una risoluzione non legislativa in cui si condannano "i tentativi di influenzare i processi decisionali negli Stati membri" che mettono "a rischio le società democratiche europee".

Il caso di EpToday

L'Eurocamera, nel testo approvato a larga maggioranza dall'Aula, "ha evidenziato che l’interferenza di Paesi stranieri nelle elezioni nazionali e europee è ormai sistematica e può assumere forme diverse: campagne di disinformazione sui social media, attacchi hacker contro infrastrutture elettorali critiche o sostegno finanziario diretto e indiretto ad attori politici. Nella maggior parte dei casi, queste ingerenze favoriscono candidati anti-Ue, estremisti e populisti.

Sul campo delle fake news, proprio nei giorni scorsi il Servizio d'azione esterna dell'Ue ha segnalato il caso di un sito, Eptoday.com, creato con il solo scopo di diffondere contenuti adatti alla propaganda russa in Europa, secondo quanto rilevato da East StratCom, task force voluta da Bruxelles appositamente per contrastare la disinformazione di Mosca. 

Finanziamenti illeciti ai partiti politici

Casi come questo si sarebbero moltiplicati nell'ultimo anno, denunciano gli eurodeputati: nel 2019, sono state 998 le azioni di disinformazione attribuite a fonti russe, il doppio di quelle registrate nel 2018. Ma la propaganda non si ferma alle fake news. Nella sua risoluzione il Parlamento punta il dito contro i flussi di denaro che dall'estero arrivano in Ue (o provano ad arrivare) per influenzare la politica.  

"Nonostante la maggioranza dei Paesi Ue abbia vietato, in tutto o in parte, le donazioni estere ai partiti politici e ai candidati, alcuni attori stranieri riescono a eludere le leggi e a offrire sostegno ai propri alleati", si legge nella risoluzione. Nel testo si rimanda anche ai casi denunciati da Der Spiegel e Süddeutsche Zeitung nei confronti del Partito della libertà austriaco, da Buzzfeed e L'Espresso (il 10 luglio 2019) nei confronti della Lega per Salvini Premier e alle denunce della stampa britannica a proposito della campagna Leave.EU.

Inoltre, nella risoluzione si condannano fortemente le “azioni sempre più aggressive” compiute da attori statali e non statali di Paesi terzi che cercano di compromettere la sovranità di tutti gli Stati candidati all'adesione all'Ue nei Balcani occidentali e nei Paesi del partenariato orientale.

Come rispondere

Per far fronte alla situazione, il Parlamento chiede che la task force East StratCom sia potenziata, divenga una struttura permanente e riceva una maggiore dotazione finanziaria. Si invitano inoltre i social media a cooperare nella lotta contro disinformazione, senza compromettere la libertà di espressione, mentre l’Ue dovrebbe elaborare un quadro giuridico che possa far fronte alle minacce ibride (attacchi informatici e disinformazione). I deputati, infine, auspicano di istituire in seno al Parlamento una commissione speciale sulle ingerenze elettorali straniere e sulla disinformazione.

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