Brexit, il discorso della Regina: la priorità resta uscire dall'Ue il 31 ottobre

Il tradizionale intervento per delineare le priorità del governo rischia però di rimanere pura propaganda visto che Johnson non ha più una maggioranza. Corbyn: “Una farsa”

Foto Ansa EPA/WILL OLIVER

Nessun cambio di programma, nessuna marcia indietro. Il Regno Unito è intenzionato a uscire dall'Unione europea il prossimo 31 ottobre, con o senza un accordo. A 17 giorni dalla fatidica scadenza, il Queen's Speech, il Discorso della Regina, nel quale Elisabetta II ha delineato il programma del governo conservatore di Boris Johnson davanti alle camere riunite, è iniziato proprio specificando che “la priorità del mio governo è sempre stata quella di garantire l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea il 31 ottobre”.

Il cambio di linea

Il governo, ha continuato la monarca, “intende lavorare per un nuovo partenariato con l'Ue basato sul libero scambio e sulla cooperazione amichevole”. Si tratta di un cambio marcato rispetto all'ultimo discorso della Regina quando nel 2017 affermò che la priorità dell'esecutivo, all'epoca guidato da Theresa May, era quella di ottenere un accordo, piuttosto che lasciare l'Europa con un No Deal. “La priorità del mio governo è quella di garantire il miglior accordo possibile quando il Paese lascerà l'Unione europea”, disse allora.

Il Queen's Speech

Il Queen's Speech serve al governo per delineare le sue priorità all'inizio di una nuova sessione parlamentare. Viene letto dalla Regina ma in realtà è scritto dai ministri e solitamente si tiene una volta l'anno. L'ultimo però risale al 21 giugno 2017, questo perché May volle una sessione parlamentare di due anni per concentrarsi sulla Brexit. La cerimonia inizia con una processione, in cui la regina viaggia da Buckingham Palace a Westminster in carrozza. Oggi per la prima volta Elisabetta II ha letto il discorso senza indossare la tradizionale Corona Imperiale, ma il diadema di Re Giorgio IV, il più antico della sua collezione, con 1.333 diamanti e risalente al 1820. A quanto pare la scelta è dovuta al fatto che è molto più leggero e quindi meno faticoso da indossare per la monarca ormai 93enne.

Governo senza maggioranza

Oltre parlare di Brexit la regina ha delineato le altre priorità del governo, annunciando in tutto 26 proposte legislative incentrate soprattutto su legge e ordine a partire da sentenze più severe per i criminali, ma anche iniziative per migliorare la qualità dell'aria o rendere più facile per i pazienti l'accesso a nuovi farmaci. Il problema è che da tempo il governo non ha più una maggioranza ai Comuni e difficilmente riuscirà a far passare anche solo uno dei provvedimenti. Lo scorso agosto con le elezioni suppletive i Conservatori avevano perso due seggi a favore dei liberali e la loro maggioranza, contando l'appoggio del Dup, si era ridotta a un solo voto: 320 contro i 319 dell'opposizione. Ma poco dopo 21 Tory ribelli sono stati espulsi dal partito e in seguito a diverse altre defezioni, dovute alla linea dura volta da Johnson, ora alla maggioranza mancano ben 45 voti. C'è quindi il rischio più che concreto che lo stesso discorso della Regina venga bocciato la prossima settimana in Aula. Sarebbe la prima volta dal 1924.

Corbyn: "Solo propaganda"

L'opposizione ha per questo accusato il governo di usare il discorso della Regina per fare propaganda elettorale in vista delle elezioni anticipate che sembrano sempre più vicine. “Non si è mai vista una farsa del genere, in cui un governo con una maggioranza di meno 45 e che ha collezionato il 100% di sconfitte alla Camera dei Comuni fissi un'agenda legislativa che sa di non poter attuare in questo Parlamento”, ha denunciato Jeremy Corbyn. Il leader laburista ha definito il il Queen's Speech “un esercizio di propaganda”, aggiungendo: “Il premier aveva promesso che il discorso ci avrebbe abbagliato. A un esame più attento, non è altro che oro falso”.

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