Strasburgo: "Più diritti per donne e gay". Ma Lega e FdI votano contro

I deputati in una risoluzione elencano le priorità dell'Europa per la prossima riunione Onu sul tema. Ma per gli esponenti del partito di Giorgia Meloni il testo sarebbe “impregnato di ideologia gender”

Foto archivio Ansa - EPA/ALBERTO VALDES

I Paesi dell'Unione europea alla prossima riunione delle Nazioni Unite devono battersi insieme e con forza per "denunciare inequivocabilmente il regresso della parità di genere e le misure che compromettono i diritti, l'autonomia e l'emancipazione delle donne". A chiederlo è il Parlamento di Strasburgo che ha adottato con ampia maggioranza (463 voti favorevoli, 108 contrari e 50 astensioni) una risoluzione in cui elenca le sue priorità per la 64esima Commissione dell'Onu sullo status delle donne (UN CSW 64), che si terrà a New York a marzo.

Destra italiana contraria

Un terzo dei voti contrari sono però italiani e, rispettivamente: 26 dei deputati leghisti, cinque di Fratelli d'Italia e uno di Forza Italia. A non piacere ai deputati di queste formazioni il fatto che si chieda di tutelare anche le omosessuali. “Abbiamo chiesto a gran voce che la risoluzione non strumentalizzasse l’argomento della condizione femminile e abbiamo votato contro il testo perché era fortemente impregnato di ideologia gender, come la richiesta di finanziamenti per le organizzazioni Lgbtiq”, hanno spiegato in una nota il capo delegazione di FdI Carlo Fidanza e l’eurodeputato Nicola Procaccini coordinatore ECR nella commissione Libertà civili. Per i due le questioni legate al gender sono “aspetti che nulla hanno a che fare con gli obiettivi sanciti dall’Onu e con i diritti delle donne, ma che incidono invece sui diritti della famiglia e sull’istruzione scolastica che riteniamo debbano appartenere alle decisioni sovrane dei singoli parlamenti e governi nazionali”. Con la stessa motivazione il partito di Giorgia Meloni votò anche a novembre contro la risoluzione che obbligava tutti i Paesi Ue a ratificare la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne.

La risoluzione

Nel testo approvato questa volta a Strasburgo i deputati auspicano delle misure che promuovano l'emancipazione economica e politica delle donne, in particolare: una loro maggiore inclusione nel mercato del lavoro; un miglior sostegno all'imprenditoria femminile, oltre a colmare definitivamente il divario retributivo di genere (16%) e i divari pensionistici (37%) ma anche un'equa ripartizione delle responsabilità domestiche e di assistenza tra donne e uomini. Il testo chiede di promuovere l'istruzione delle ragazze e una maggiore partecipazione alle carriere Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), di promuovere una rappresentanza equilibrata di genere a tutti i livelli del processo decisionale e di sbloccare la direttiva sulle donne nei consigli di amministrazione in seno al Consiglio.

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Global Gag

Infine, a livello globale, i deputati ritengono che l'Ue dovrebbe condannare fermamente la norma "global gag", che vieta alle organizzazioni internazionali di ricevere dagli Stati Uniti finanziamenti per la pianificazione familiare se offrono servizi per l'aborto, di sostenere i finanziamenti a favore della salute sessuale e riproduttiva e di promuovere una maggiore partecipazione delle donne nelle azioni per il clima e di costruzione della pace. Nonché la parte criticata dagli esponenti della destra italiana, quella in cui si afferma che l'Europa dovrebbe “tutelare e promuovere i diritti dei gruppi che sono vittime di discriminazione, incluse le donne con disabilità, le donne nere e di colore, le donne migranti e le persone LGBTIQ”.

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