Il Consiglio d’Europa contro Di Maio: “Pressioni finanziarie sui media”

L’organismo internazionale rimprovera i tentativi di taglio della pubblicità ai quotidiani e la riduzione dei contributi pubblici. “Libertà di espressione presupposto essenziale per la democrazia”

Attacchi frontali verbali e minacce economico-finanziari: in Italia la politica fa pressioni sulla stampa, limitandone la libertà. Con il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, capofila di questa politica del ‘bavaglio’. E’ la denuncia contenuta nel rapporto sulla libertà d’espressione 2018 del Consiglio d’Europa, l’organizzazione internazionale di cui l’Italia fa parte, e da non confondere con il Consiglio dell'Unione europea (e dunque con l'Ue).

Il Consiglio d’Europa ha il compito di promuovere democrazia e diritti fondamentali. L’Italia appare violare l’una e gli altri, quando si parla di giornali e mezzi di informazione. Il Paese viene citato tra gli esempi di casi dove si registrano “pressioni finanziarie, favoritismi e altre forme di manipolazione indiretta dei media”. In questo contesto viene fatto il nome di Luigi di Maio, nel rapporto prodotto a Strasburgo.

“In Italia – si legge nel rapporto – il vice primo ministro e leader del Movimento cinque stelle ha chiesto alle compagnie statali di interrompere la pubblicità sui giornali e ha annunciato piani per una riduzione dei contributi pubblici indiretti ai media nel bilancio del 2019”.

Il riferimento è all’atteggiamento tenuto dal pentastellato in occasione dell’assoluzione della sindaca di Roma, Virigina Raggi, dalle accuse di falso in atto pubblico. Non è passato inosservato il post di Facebook del 10 novembre scorso in cui si definiscono giornalisti “sciacalli”, “corrotti”, e il sistema di informazione “una piaga”. Nello stesso post si annuncia una legge per cambiare tutto questo.

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Il Consiglio d’Europa è dunque preoccupato per gli ultimi sviluppi in Italia. “La libertà di espressione è un presupposto essenziale per la sicurezza democratica e merita la massima attenzione degli Stati membri”, ricorda l’organizzazione internazionale, che vede nella Penisola peggioramenti e un clima non dei migliori.

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