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Il rapresentante militare dell'Italia alla Nato e in Ue, Stefano Dotti

Il rapresentante militare dell'Italia alla Nato e in Ue, Stefano Dotti

L'Ue apre la prima scuola di spie. E l'Italia guiderà la difesa anti-droni e spaziale

Avrà sede in Grecia e servirà a formare agenti nei vari Paesi europei. La decisione nel corso del Consiglio di Bruxelles che ha dato l'ok ad altri 16 progetti. Due dei quali a guida italiana

Al via la prima scuola di spie europee. I ministri di 25 Paesi Ue hanno trovato l'accordo su una serie di progetti di cooperazione nel campo della difesa, tra cui due che vedranno l'Italia avere un ruolo guida su droni e sicurezza spaziale. 

Spy school

La scuola di spie è la principale novità degli accordi raggiunti a Bruxelles in questi giorni alla presenza della ministra italiana Elisabetta Trenta. Finora, l'Ue non ha un vero e proprio servizio di intelligence autonomo, ma un Joint Situation Center con agenti che raccolgono informazioni per il Servizio di azione esterna dell'Unione, guidato da quattro anni dall'italiana Federica Mogherini, ma che non hanno la capacità operativa sul campo delle spie tradizionali.

Dopo gli attentati che hanno sconvolto l'Europa e che hanno messo in luce le carenze di coordinamento tra i servizi di intelligence europei (per esempio la polemica tra Francia e Belgio sugli attentatori di Parigi), in molti hanno chiesto che vi sia una maggiore integrazione in questo campo. Da qui la nascita della scuola di intelligence, che avrà base in Grecia e che formerà agenti nei vari Paesi Ue che hanno aderito all'iniziativa (tutti tranne Danimarca, Malta e Regno Unito) in collaborazione con la Nato e i servizi di intelligence nazionali. 

I progetti a guida italiana

Tra i progetti approvati a Bruxelles, due vedranno l'Italia in un ruolo guida. Il primo riguarda lo sviluppo di un sistema per contrastare la minaccia dei droni mini e micro-unmanned e per proteggere le truppe in azione. Insieme alla Francia, Roma svilupperà anche una rete europea di sorveglianza della sicurezza spaziale autonoma per rispondere alle minacce naturali e umane.

A velocizzare l'intesa tra i Paesi Ue nella difesa è stata senza dubbio l’ormai imminente uscita del Regno Unito dall’Ue. Londra è sempre stata oppositrice storica di ogni proposta di unificazione militare tra Paesi del Vecchio Continente. I servizi europei di intelligence, ad esempio, non sono mai andati giù ai britannici, che hanno sempre privilegiato la loro alleanza Five Eyes, che li unisce a Stati Uniti, Australia, Canada e Nuova Zelanda.   

L'esercito europeo

Tra gli altri progetti nei piani della PESCO, l'acronimo con cui si indica la cooperazione strutturata permanente per la difesa dei Paesi Ue, vi è anche la creazione di una nuova generazione di droni militari e la realizzazione dell'elicottero da combattimento Tiger Mark III, di cui si occuperanno rispettivamente Germania e Grecia. 

Con questi progetti, si fa un passo avanti verso quello che la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno auspicato possa nascere nel prossimo futuro: il primo vero esercito europeo. 

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